VISTI DA VITTORIA di Vittoria Epicoco | Come nacque l’Oxford: Sean Penn e Mel Gibson strepitosi, rendono incredibile una trama quasi banale. Il trailer

di Vittoria Epicoco

PERUGIA – È un vero e proprio capolavoro quello di P.B. Shemran, Il Professore e il Pazzo, ora nelle sale cinematografiche italiane.
E i nomi che figurano nel cast ne comprovano l’ottima riuscita: tra gli altri, Mel Gibson, Sean Penn, Natalie Dormer e un marginale ma comunque impeccabile Steve Coogan.

Il biopic è basato sulla storia di come venne redatto l’Oxford English Dictionary.
Sir James Murray, marito presente a suo modo e padre affettuoso, è un professore senza alcun titolo accademico ma comunque uomo di cultura – mosso dalla propria sete di conoscenza – al quale viene infatti affidata la realizzazione del dizionario.
Quando, lanciando un appello agli inglesi, Sir Murray chiederà aiuto affinché sia possibile la realizzazione del libro nei tempi prestabiliti, la sua richiesta troverà accoglienza in un uomo, accusato di omicidio, e mentalmente compromesso.
La trama è di per sé piuttosto banale, e la grandezza di questo film sta infatti nell’essere riuscito a trasformare questa banalità in qualcosa di speciale, sta nell’aver preso un copione e averlo fatto proprio, in un senso che non è il solito “calarsi nella parte”.
È emozionante, struggente, drammatico, eroico, ed ha anche un non so che di romantico al pari di Romeo e Giulietta.

Gibson è notevolmente invecchiato, il ruolo del “non-accademico” gli calza a pennello; la sua interpretazione è intensa e pungente, ma in modo positivo. E se è vero che dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna, nel suo caso è grandissima! Una donna forte (Jennifer Ehle) e imperturbabile, salda e fedele alla promessa nuziale.
Sean Penn nel suo ruolo è magistrale. Banalmente, esprime ogni emozione – come la semplice costernazione – riuscendo a creare un’empatia unica con lo spettatore.
Anche lui accompagnato da una figura femminile (Natalie Dormer), qui la sua chiave di (s)volta.
Due ruoli che hanno del tragico, una esasperata ma inevitabile disperazione che, a volte, rende difficile la comprensione del film a livello morale.

E, a proposito di questo, il messaggio morale è molto importante; una morale che si batte per la vita, che vuole ogni vita di un valore unico ed inestimabile, qualsiasi essa sia. Poco spazio, anche se emotivamente importante, è lasciato alla cattiveria.
Inoltre la centralità della famiglia (seppure non sempre sembri così) ed il sostegno reciproco, sono altri due temi fondanti per tutta la pellicola.
Pellicola che, anche in termini di fotografia e costumi, non sgarra.
Cura dei dettagli, primi piani e un perfetto equilibrio di toni freddi e caldi.

Insomma, P.B. Shemran ci ha fatto proprio un bel regalo, e andrebbe scartato avendo cura di non rovinare la carta.