POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Ciak si litighi: sfida web tra l’assessore comunale di Perugia e quello regionale, che attacca elencando i buoni risultati degli ultimi tre anni. Il perugino sferra il colpo del ko quando si sottrae ai morsi sui polpacci e invoca il cambiamento

di Marco Brunacci

PERUGIA – «Lei è un assessore del tutto inadeguato al ruolo e alla posizione istituzionale». «La invito a scendere dalla cattedra e tornare scolaretto».

Michele Fioroni investe Fabio Paparelli, il Comune di Perugia insegna Economia alla Regione, la Regione si picca. Fioroni, l’unico eretico della ortodossia dell’“understatement finché morte non ci separi” del sindaco Romizi e della sua coalizione di centrodestra a Perugia, parte a razzo quando ascolta Giacomo Russo della Fondazione Einaudi che dice che l’Umbria dal 2000 al 2017 l’Italia è cresciuta mediamente del 2,7%, il Mezzogiorno ha conosciuto un decremento del 6,4%. E l’Umbria? Meno 10,5%. Una bocciatura sui numeri. E Fioroni non si astiene dal commento.
La replica: il professorino si studi gli ultimi tre anni, prenda nota che c’è stato il terremoto, goda per il turismo che va alla grande, le esportazioni pure e, anche, la produttività.

Fioroni obietta: di che si inalbera il vicepresidente della Regione, i numeri sono lì a condannare una gestione da sempre guidata dalla parte politica di cui fa parte…
Non scende sulle obiezioni specifiche, ma certo è che se il terremoto ha dato un colpo nell’anno nero, ha poi drenato soldi e quindi fatto tornare turisti negli anni successivi, per dirne una.
Ma è finalmente un piacere assistere allo scontro: un po’ di sana politica dell’alternanza, con visioni diverse e anche opposte, fino al contrasto duro. Chiunque passa da qui avverte che l’Umbria muore di inedia, di nulla di fatto, di piccoli passi, uno avanti, uno indietro e uno di lato.
Evviva il profeta Fioroni ed evviva anche il Paparelli che ribatte risentito. Aumenta i contatti di Facebook, luogo per il botta e risposta, aggiunge pepe e sale a una politica che spesso è come il pane di Perugia: splendidamente insipido per tradizione.

Ma Fioroni il colpo del ko lo sferra alla fine. Quando si sottrae all’inviperito Paparelli che vuole azzannargli i polpacci e invoca il cambiamento. Lo sapete tutti voi che ci sono un paio di sondaggi, anche non proprio collimanti tra di loro, ma che dicono una cosa identica: gli umbri chiedono alla destra come alla sinistra, come al centro, il “cambiamento”? Vorrà dire che quella sensazione di regione ferma, magari con qualche bella eccezione, ma nel complesso lenta e incapace di agganciare i motori della ripresa, non è soltanto di qualche osservatore pessimista.
Sia lodato allora Fioroni che getta sassi nello stagno e pure anche Paparelli che rende a tutti evidente lo schizzo. Ciak, si litighi un po’. Per il bene di tutti.