POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Corsa a sindaco del Comune di Perugia. Tutti come nella macchina del tempo dello scienziato Doc (Ritorno al futuro) a rincorrere la grandeur passata. Ma così Romizi potrebbe essere il peggior avversario di se stesso

di Marco Brunacci

PERUGIA – Ci manca solo Mal dei Primitives e il Cantagiro. Non si era mai visto un revival così. A sinistra, a Perugia, in vista delle elezioni per il nuovo sindaco, c’è una voglia smodata di ritorno all’antico. Fin de siecle, ma anche prima.

Legittimo, secondo alcuni perfino auspicabile. Di sicuro con qualche eccesso. Katia Bellillo, ex ministra, pugilatrice in palestra e nei salotti Tv, è come fosse uscita dalla macchina del tempo dello stravagante scienziato Doc di “Ritorno al futuro”. Appena sistemano meglio gli elettrodi del congegno, ci sintonizziamo sul periodo storico.
Tra le sigle che sostengono la sua candidatura c’è un’aria di quando si sognava sui successi della Soyuz e si giurava che la Trabant era un’automobile come quelle dei capitalisti. Ci si scontrava sulle (false?) “libertà borghesi” e si concludeva che comunque a Cuba la sanità funzionava a meraviglia (altro che i numeri attuali di Barberini). Nostalgia canaglia, quanti andranno alle urne con il groppo alla gola?
Il vecchio Mandarini con “Il Manifesto” in mano su corso Vannucci che annuncia il tifo per il giovane Mandarini è un altro pezzo di storia che si fa attualità e battaglia elettorale.

Tutti attendono, in giorni di populismo trionfante, la discesa in campo di Potere al popolo, che i sondaggi delle Europee danno a un passo dal trionfale 2 per cento. Sarà Andrea Ferroni, candidato sindaco, a far tornare le bandiere rosse a sventolare su corso Vannucci?
Ambroglini e Bracco che armeggiano sulla tolda di comando di Scelta civica, l’associazione che ha varato la candidatura di Giuliano Giubilei, poi fatta propria anche dal Pd, sono poi, in due modi diversi, icone della grandeur della sinistra perugina, di quando a Perugia si faceva spesa ancora in baiocchi ma comunque sempre alla Coop.
Il candidato del centrodestra e attuale sindaco Romizi è il peggiore avversario di se stesso, avendo deciso di comunicare con i centomila e più abitanti della città, uno per uno, ma un po’, da questo scenario, esce tranquillizzato.
E però, comunque, se a sinistra non aggiustano un po’ il tiro, e non frenano la rincorsa al tempo che fu, c’è il pericolo che la prossima assessora alla cultura di Perugia sia Nilla Pizzi.