SPECIALE SAN VALENTINO | Cosa c’è di meglio di una romantica vacanza di coppia per celebrare come si deve la festa degli innamorati?

di Maria Luisa Lucchesi

TERNI – Cosa c’è di meglio di una romantica vacanza di coppia per celebrare come si deve la festa degli innamorati? Tra le tantissime proposte da vivere in due non può sicuramente mancare un soggiorno nella città dell’Amore, Terni, di cui San Valentino è patrono.

E’ proprio a Terni, infatti, che il santo degli innamorati riposa, nella Basilica a lui intitolata, ed è sempre nella città umbra che, ogni anno, coppie di tutto il mondo in procinto di sposarsi si ritrovano per pronunciare la propria promessa d’amore sotto la sua protezione. Dal 13 al 17 febbraio, inoltre, le vie del centro storico si animeranno grazie ai tanti appuntamenti di Terre di San Valentino, il festival che porterà i visitatori alla scoperta del territorio, della sua cultura e delle produzioni tipiche.

Tra i protagonisti più attesi del festival la ricca pasticceria artigianale per cui Terni è nota e, in particolare, il tradizionale Pampepato, a base di cioccolato e frutta secca, a cui saranno dedicati incontri con i produttori e degustazioni guidate. Tra i villaggi del gusto di Terre di San Valentino, ci sarà anche Cioccolentino, la manifestazione che celebra la festa degli innamorati nel segno del cioccolato e che quest’anno giunge alla sua sedicesima edizione. Tema di quest’anno sarà “il traguardo dell’amore”, quello che si taglia insieme, mano nella mano, saltando tutti gli ostacoli della vita. Ma molti altri sono gli eventi in programma nei cinque giorni del Festival. Per informazioni e prenotazioni: www.terredisanvalentino.it Sarà anche possibile prenotare romantici pacchetti turistici da vivere in coppia e partecipare ad un’interessante passeggiata tra i principali monumenti del centro storico, con la guida esperta dell’AGTU (Associazione Guide Turistiche dell’Umbria). Tutte le proposte sul sito dell’evento

San Valentino tra storia e leggenda

Valentino visse tra il 175 e il 245 d.C. Proveniente forse da una nobile famiglia, si dedicò con ardore ai più poveri ed emarginati, diventando un punto di riferimento per coloro che vivevano ai margini della società. Fu proprio questo uno dei motivi che portarono alla sua uccisione per volere del Prefetto di Roma, Placido, che lo fece arrestare con i suoi seguaci, quindi decapitare di nascosto, lungo la via Flaminia, proprio il 14 febbraio.

Si narra che il suo corpo fu riportato a Terni – città di cui Valentino fu il primo vescovo, dal 197 d.C. – dagli stessi cittadini, che ancora oggi mostrano di avere un forte legame con il loro santo. Il culto di San Valentino si diffuse velocemente a partire dal V secolo, mescolandosi a riti pagani, come quello dei Lupercalia, la festa della fertilità che si celebrava negli stessi giorni, finendo per sovrapporsi ad essi e sostituirli. E dato che, in occasione di quelle feste, vi era l’abitudine di scambiarsi doni tra i fidanzati, destinati a sposarsi entro l’anno, ecco che San Valentino diventò ben presto il protettore di tutti gli innamorati.

Fin qui la versione storiografica. La leggenda, anzi una delle tante leggende che si sono diffuse, molto più romantiche e suggestive, racconta invece che al Vescovo Valentino si rivolsero due giovani innamorati proprio di Terni, Serapia e Sabino, lei cristiana, lui centurione romano. La famiglia di lei era contraria alla loro unione, ma – grazie all’intervento del Vescovo- l’amore dei due giovani riuscì a vincere. Poco prima delle nozze, tuttavia, Serapia si ammalò gravemente e per non separarsi da lei, Sabino chiese a Valentino di aiutarli. I due giovani furono così, per intercessione del Santo, uniti in un abbraccio eterno.

Cosa fare e vedere a Terni

La vocazione industriale di Terni, accentuata dalla ricostruzione successiva al secondo conflitto mondiale, ne hanno fatto una città moderna, a scapito, per troppo tempo, della sua storia millenaria. Ma basta fare una passeggiata per il centro storico, per scorgere testimonianze ancora vive di questa storia. Qui si trova, ad esempio, proprio vicino al Duomo, quello che resta delle mura e dell’anfiteatro romano, in origine capace di ospitare ben diecimila spettatori. Poco distante, nei pressi di Piazzale Europa, troviamo la Chiesa di San Salvatore, detta anche Tempio del Sole, anch’essa risalente all’epoca romana, l’edificio più antico che oggi resta in città.

Si dice che l’antica Terni sia stata fondata 81 anni dopo Roma dagli Umbri o dai Sabini. Studi più recenti ci dicono, invece, che probabilmente sono stati i Naharci, provenienti dai Monti Sibillini, a edificarla per primi, attratti qui dalla presenza dell’acqua. Qualunque sia la sua origine, la città divenne municipio romano con il nome di Interamna Nahars, la città tra due fiumi, importante snodo commerciale già allora. Testimonianze della Terni medievale si trovano, invece, nelle numerose chiese, a partire dalla cattedrale di Santa Maria Assunta, la chiesa di Sant’Alò, fino ai santuari francescani di San Francesco, Santa Maria delle Grazie e San Cristoforo. O nei palazzi, come quello quattrocentesco della famiglia Mazzancolli attualmente sede dell’Archivio di Stato e, infine, nelle torri, di cui oggi resta quella cosiddetta dei Barbarasa in via Roma.

Con l’Unità d’Italia e lo sviluppo industriale Terni cambiò radicalmente volto e accanto ai palazzi nobiliari sorti nel corso del tempo e alle testimonianze più antiche si eressero grandi complessi industriali, case e palazzi in grado di ospitare una popolazione in crescita veloce e continua. Un cambiamento che proseguì anche dopo la seconda guerra mondiale, quando una Terni semidistrutta dai bombardamenti fu ricostruita da importanti architetti e urbanisti. Un esempio di questo periodo è dato, oggi, dal CAOS-Ex Siri, (Centro Arti Opificio Siri) nato dalle ceneri di un’industria chimica per ospitare un grande centro culturale di ben 6.000 metri quadrati, dove trovano spazio il Museo Archeologico, nel quale si possono ammirare testimonianze storiche di epoca preromana, il Museo d’arte moderna e contemporanea Aurelio de Felice, il Teatro Secci, laboratori creativi, spazi per residenze e produzioni artistiche, una biblioteca.

Ancora più suggestivi i dintorni della città, dove la natura regna sovrana, tra i tanti borghi di origine romana e medievale che si ergono, incastonati nel verde intenso dei boschi, tra laghi e corsi d’acqua dove gli amanti degli sport estremi possono trovare un regno incantato e sentieri che conducono lungo un viaggio indietro nel tempo. Punta di diamante del turismo ternano è la Cascata delle Maromore, a pochi chilometri dalla città, simbolo indiscusso della Valnerina e uno dei primi esempi di ingegneria romana. Con i suoi tre salti in 165 metri di dislivello è la cascata più alta d’Europa, paradiso per gli amanti dello sport e delle passeggiate, in un paesaggio naturalisticamente unico. (www.marmore.it)

Per gli amanti del Medioevo ci spostiamo, invece a Narni, dove è piacevole perdersi tra i vicoli e i sotterranei, dominati dall’imponente Rocca Albornoziana. Imperdibile la visita alla Narni sotterranea, un vero e proprio viaggio indietro nel tempo, tra domus romane, chiese medievali e addirittura la stanza delle torture della Santa Inquisizione. (turismonarni.it) A pochissimi chilometri da Narni e dal borgo di San Gemini, la città romana di Carsulae, nella quale si possono ammirare, ancora intatte, strutture di epoca romana come le Terme o l’Anfiteatro (carsulae.it). Altra perla della provincia ternana è il lago di Piediluco, circondato da rilievi boscosi che rendono il paesaggio suggestivo e misterioso (piediluco.altervista.org). Gli amanti delle città d’arte non potranno non visitare Orvieto, città di epoca etrusca che sorge fiera su di una rupe tufacea, famosa per la sua Cattedrale, magnifico esempio dell’architettura gotica italiana. E anche per il suo rinomato vino bianco.

L’enogastronomia è, del resto, un’altra delle ricchezze del territorio ternano, a cominciare dal pane di Terni appunto, da gustare magari con l’ottimo olio extravergine di oliva Dop Umbria e le prelibate norcinerie e con i vini del territorio, come ad esempio il Ciliegiolo, prodotto nell’area di Narni, che ultimamente si sta facendo largo sul mercato grazie alla sua freschezza e a quel sentore di ciliegia che lo rende particolarmente gradevole. Da non perdere le ciriole, una sorta di spaghetti fatti con farina e acqua, ma anche il tartufo e tutti i frutti del bosco che qui abbondano, per finire poi con il pampepato ternano, un dolce di origine antica, tipico del periodo natalizio, base di frutta secca, cioccolato, spezie e mosto, che ha, a tutelarlo, un Consorzio (del Panpepato ternano, appunto) e un disciplinare rigoroso.