Un paradiso in cui la varietà dei paesaggi è unica, l’accoglienza degli abitanti straordinaria e il tempo non si misura più

di Maria Luisa Lucchesi

CI SIAMO STATI PER VOI – Sette isole principali e un’infinità di isolotti, una laguna di 24.000 m2 che, nel 2008, è stata inserita nel Patrimonio mondiale dell’Umanità dall’Unesco: il sogno di qualunque viaggiatore, dagli sposi che desiderano un viaggio di nozze romantico e indimenticabile, agli «outodoor addicted», amanti dello sport, della natura, alla ricerca di culture ed esperienze assai diverse.

Siamo in Nuova Caledonia, dall’altra parte dell’emisfero, vicino all’Australia e alla Nuova Zelanda, in un Territorio d’Oltremare francese alla ricerca della sua indipendenza. Dall’Europa è possibile soggiornare per turismo semplicemente con la carta d’identità, ma dovendo fare scalo in paesi come l’Australia, la Corea del Sud o il Giappone per arrivarci, conviene sempre avere il passaporto. Se le acque turchesi, le spiagge borotalco e la natura vigorosa di cui si può godere sia nella Grande Terre che nelle isole più piccole sono senza dubbio le attrazioni più gettonate, consigliamo di non perdere una visita anche a Noumea, la capitale, piccola e accogliente, ricca di colori e – come tutte le capitali – punto d’incontro di diverse culture.

Anzi, per farsi un’idea più precisa e godersi al meglio la Nuova Caledonia, la visita ai musei di Noumea è decisamente propedeutica alla visita nel resto delle isole.  Vi è il museo, cosiddetto della Nuova Caledonia, che racconta la vita e la cultura indigena dei kanak, quello chiamato “de la Ville” incentrato sulla colonizzazione francese, e l’Acquario, esempio unico e completo della vita nella laguna, o il parco zoologico, dove si può ammirare il cagou, l’uccello che non vola, simbolo della Nuova Caledonia, molto difficile da avvistare in libertà, data la sua estrema riservatezza. Infine, il Centro culturale dedicato a Jean Marie Tjibaou, padre della patria, costruito da Renzo Piano secondo criteri sostenibili, bellissimo da vedere e ricco di testimonianze della cultura kanak, antica e moderna.

Da non perdere il tour della Grande Terre – l’isola più grande – che si può attraversare con una macchina in affitto in una settimana circa, andata sulla costa Ovest e ritorno su quella Est, in cui non si mai davanti agli occhi lo stesso panorama. Ora la “brousse” con la sua vegetazione bassa e i grandi allevamenti di bovini, ora il mare tropicale dove si affacciano spiagge bianchissime e i pini colonnari dal verde intenso, per poi passare alla montagna, ricca di acqua dolce e boschi di niaouli, un albero endemico di cui si usa tutto da sempre, fino alle grandi distese di cocchi e alle terre rosse e assolate, dove si estrae il nichel (la Nuova Caledonia è il terzo esportatore al mondo).

Non è difficile guidare sulle strade della Nuova Calendonia, con un’unica avvertenza: fare attenzione a non distrarsi troppo nell’ammirare le viste mozzafiato che l’isola offre. Infine, tappa obbligata alle Isole della Lealtà, Maré, Lifou, Ouvea, e all’Isola dei Pini dove il mare è di un azzurro cangiante e c’è la possibilità di immergersi tra pesci di mille colori, tartarughe marine, dugonghi o ammirare le megattere che, ogni estate, vengono nelle calde acque della Nuova Caledonia a partorire.

La Nuova Caledonia è in grado di offrire a chiunque una vacanza unica: escursioni a piedi e a cavallo di diversa difficoltà e durata, immersioni subacquee, uscite in piroga, visite alle miniere di nichel, voli in elicottero per ammirare dall’alto il blu del mare o il famoso Cuore di Voh, il cuore formato naturalmente dalle mangrovie, nell’omonima località nel nord della Grande Terre (che si può vedere anche risalendo l’alta collina di fronte, è meno suggestivo ma senz’altro meno costoso).

Ma la vera ricchezza della Nuova Caledonia è la sua gente. Un sorriso accompagna sempre il “bonjour” che chiunque ti dice incontrandoti per la strada; persino mentre guidano, tutti si –e ti- salutano con un cenno della mano o del capo. Se cammini per la strada, è raro che qualcuno in auto non si fermi per darti un passaggio. E puoi accettarlo senza rischi: per loro è un modo per fare due chiacchiere e conoscere gente. Il tempo, in Nuova Caledonia, non si misura più. È sempre sufficiente. Non c’è stress né fretta, ci si mette il tempo che serve. www.nuovacaledonia.travelwww.facebook.com/nuovacaledoniaturismo

Come viaggiare

Per andare in Nuova Caledonia la compagnia aerea locale – AirCalin – peraltro, l’unica ad atterrare all’aeroporto internazionale di Tontouta, permette di prenotare il volo direttamente sul proprio sito (https://di.aircalin.com/). Come detto, è sufficiente la carta d’identità per viaggiare dall’Europa, ma avere il passaporto è più sicuro, dovendo fare scalo in altri paesi.  Una volta arrivati, la Nuova Caledonia offre diverse soluzioni di soggiorno, dagli hotel di lusso all’ostello, dalle fermes, una sorta di agriturismo, frequente soprattutto sulla costa Ovest della Grande Terre, alle gîtes, le case private, per la maggior parte kanak, in cui si può affittare una camera e vivere “in famiglia”. I campeggi sono un po’ ovunque e a buon prezzo, ma sono per lo più spartani e essenziali. Andare in gîte, invece, è più comodo e divertente. Rappresenta anche un’ottima occasione di familiarizzare con gli abitanti, così gentili e accoglienti.


A tavola

Le stesse gîtes spesso, fanno anche table d’hôte, ovvero ristorante, ma è obbligatoria la prenotazione almeno la sera prima. Si mangia quello che mangia la famiglia, ricette locali cucinate con ingredienti genuini e in modo semplice, il cui costo è davvero economico. Tra i piatti che si devono assolutamente assaggiare se si va in Nuova Caledonia vi è il bougna, piatto tipico a base di pollo o pesce, igname, banane, cocco e patate dolci raccolti in foglie di banana e cotti sotto terra. In ogni caso, il pesce è tra gli ingredienti più usati, con frutta e verdura e i tradizionali tuberi – igname e taro – simboli anche di fertilità.