POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Il decano Peduto ha già dato disposizioni per le elezioni. Atteso per martedì il decreto. L’ultimo ostacolo potrebbe essere un team di guastatori già alla disperata ricerca di un impedimento

di Marco Brunacci

PERUGIA – La primavera perugina si annuncia frizzante come non mai. Elezioni del sindaco intrecciate a quelle del nuovo rettore.

All’Università si vota il 9 maggio.
Così ha detto il decano dell’Ateneo Vito Peduto, che ha l’autorità per indire le elezioni. E ha dato disposizioni per preparare il decreto. Più che dare disposizioni il responsabile del corso di laurea in medicina, anestesista di riferimento ha dovuto vergare una sorta di diktat. Motivo: sono settimane che gli uffici fanno finta di non capire. Adesso non ci sono più margini per le chiacchiere, gli ammutinamenti, i rinvii imbarazzati né gli abusi di potere.
Le norme che sovrintendono all’iter per le elezioni del rettore dicono l’autorità ce l’ha il decano e che non deve stare a sentire nessuno. Lui è da prima di Natale che sta ascoltando: cerca di capire le obiezioni, non riesce a farsi una ragione di un atteggiamento che qualche volta è da muro di gomma e altra di velata ostilità nei confronti del suo progetto di far votare presto. Dopo settimane passate a sentire di dirigenti che non c’erano, di documenti da verificare, di note da scrivere, di ninne e nanne varie, ha preso l’iniziativa e rotto il cerchio. Si vota il 9 maggio.

Insomma: il mite Peduto ha perso la pazienza. «Proprio a me mi vogliono anestetizzare», avrà pensato. La sua iniziativa è stata rapida come un blitz, ma arriva dopo settimane di inspiegabile tira e molla.
A questo punto non ci sono più motivi per fermare il convoglio elettorale partito come un treno. Nei giorni scorsi si era ventilata l’ipotesi di anticipare le elezioni degli studenti di novembre a maggio. Ma il tentativo è abortito. Per altro aveva basi politiche e non tecniche. I candidati anti-Oliviero non gradivano che l’80% dei consensi attuali siano dell’Udu e che l’Udu sia vicina a Oliviero. Qualcuno ha poi avanzato problemi con il Ministero che non ci stanno. Si vota e così sia.
O almeno così dovrebbe essere rispettando le leggi. Ciononostante un compatto team di guastatori – immaginateli pure col coltello tra i denti, l’elmetto, la fuligine in faccia, piccoli Rambo immersi nelle palude della peggiore burocrazia – pare sia già all’opera. Hanno dichiarato caccia al cavillo, puntano sull’impantanamento. La missione sembra davvero complicata, ma la dedizione alla causa sarà totale e fino all’ultimo respiro, c’è da giurarlo vista la posta in palio.

Dal momento in cui vengono indette le elezioni di fatto il decano affianca il rettore nella gestione dell’Ateneo. Qualora arrivassero risorse dal ministero a fine febbraio sarebbe impossibile a chiunque di farci sopra la campagna elettorale, ascrivendosene il merito. E questo per fare solo un esempio ma convincente.
A elezioni indette non sarebbe potuto succedere, per fare un altro esempio, quello che è capitato prima di Natale: la direttrice generale dell’Ateneo Bonaceto che viene confermata per anni tre, dal rettore in carica a un passo dalla scadenza. Un’ipoteca sul futuro dell’Ateneo, uno schiaffo in faccia al prossimo rettore chiunque esso sia.
Domani raccontiamo invece della situazione delle candidature in questo momento effervescente. Con novità e retroscena. Una puntata da non perdere.