POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Elezioni comunali, il centrodestra litiga ma dove non si spacca diventa favorito nell’Umbria rossa. Il centrosinistra cerca candidati col valore aggiunto. Ecco da Bastia a Orvieto la mappa delle liti

di Marco Brunacci

PERUGIA – Che sia chiaro: se dai per buoni i sondaggi, alle prossime comunali di primavera per il centrosinistra sarebbe buio pesto. Ogni comune è diventato contendibile, ogni città va riconquistata, altro che gigante rosso. Altre Stalingrado rischiano di cadere.

Ma i sondaggi non sono oro colato e il centrosinistra di governo dell’Umbria ha sempre dimostrato di avere un qualche appeal in più nelle sfide delle amministrative. E il Pd umbro ha iniziato una pagina nuova della sua storia con il neosegretario Gianpiero Bocci, convertitosi in padre benedettino, confessore e predicatore di concordia, dispensatore di lezioni di umiltà. Poi c’è un altro elemento che alla fine è il più consistente: il centrodestra umbro a trazione leghista litiga che è un piacere e in qualche città si sono insultati così tanto che difficilmente riusciranno a rimettere insieme i cocci.
Altrimenti c’è quel 28% di cui una vox corrente accredita la Lega, citando sondaggi non meglio specificati ma comunque minacciosi, il quale da solo è un incubo peggio di Nightmare per tutti gli avversari (ma anche per qualche alleato).

Rapidamente le situazioni delle città dove si vota (sono 63 Comuni). Intanto i guai del centrodestra. Bastia è la madre di tutte le discordie. Il sindaco Ansideri, il primo del dopoguerra del centrodestra, raccontano si sia scontrato con i potenti locali della Lega (Tardioli e Pastorelli) e abbia deciso di togliere spazi alla assessora più vicina al team (la Degli Esposti). Risultato: la Lega vuole la Degli Esposti candidata sindaco contro la candidata ufficiale di Ansideri e del resto del centrodestra Lungarotti. Non va meglio a Orvieto. Forza Italia vuole il suo, Fdi e Lega non condividono. E non si esclude che tra i litiganti ritorni il vecchio sindaco di centrodestra Concina con una lista sua. A Foligno Zuccarini era già bello che deciso ma gli alleati della Lega si sono impuntati. Magari qui si tratta di usare Foligno come merce di scambio, ma gli atti non sono belli. A Marsciano, a quanto pare, c’è stata la svolta: si punta su un personaggio della società civile. A Gubbio è mistero, ma sarà di sicuro leghista e con non molte speranze di vittoria (vedendo così a questo punto del cammino) il candidato sindaco.

Via con i tormenti del centrosinistra. Visti i sondaggi, i candidati che correranno devono dare un valore aggiunto al Pd e al centrosinistra (la coalizione è sacra e inviolabile per Bocci, anche fosse solo per calcolo elettorale). Ecco allora che accanto a 25 candidati già decisi (i più importanti: Presciutti a Gualdo Tadino, Burico a Castiglion del lago, Chiodini a Magione, Ferricelli a Piegaro), ci sono i guai di Orvieto, Marsciano e, tanto per cambiare, Bastia.
A Orvieto il sindaco uscente Germani ripete a tutti che deciderà la segreteria regionale, che è fermamente intenzionata a farlo. Per Marsciano il Pd ha individuato Massoli come candidato, ma il resto della coalizione è contraria. E non è facile che arrivi a destinazione. A Bastia la lite è donna. Anche il centrosinistra ha l’incognita Renzini, la ex assessora di Ansideri pare intenzionata a ricambiare casacca e si sarebbe riavvicinata al Pd. Ma ovviamente sembra intenzionata a chiedere l’investitura a candidata sindaco. Nel frattempo il Pd muove verso una lista civica che potrebbe essere determinante nel conto elettorale se – come sembra- il centrodestra arriverà spaccato.
E poi ecco Gubbio. Sembrava fatta ma non lo è: il raggruppamento Stirati ha difficoltà a intendersi col Pd più di quanto non sembrasse all’inizio.
E Perugia? Fa storia a parte. Tutto è stato deciso prima, né Bocci né Salvini ci hanno messo mano. Sarà Romizi contro Giubilei più un Cinquestelle e tanti microcandidati. Qui ci sono i sondaggi più severi – così narrano le fonti di cui sopra – per il centrosinistra. Ma la debolezza può diventare forza se il candidato Giubilei (che ieri ha incassato il sì dei radicali tramite un’intesa con Anima civica, su un programma – a un prima occhiata – di rottura rispetto al passato del Pd di governo della città) si mette nell’ottica di possibili intese con i Cinquestelle al secondo turno.