POLE POLITIK | Il 9 maggio si vota. Elisei si presenta il 7 e forma con Oliviero la coppia di pole position. Intanto si va formando, intorno a Tei, il raggruppamento dei «Moriconi for ever and ever», al grido «Tutti tranne Elisei»

di Marco Brunacci

PERUGIA – La svolta sulla data per le elezioni per il nuovo rettore (si voterà il 9 maggio), dopo il lunedì di fuoco del decano Vito Peduto, di cui abbiamo dato notizia ieri, ha dato un’improvvisa accelerazione alla campagna elettorale all’Università di Perugia. Giovedì 7 si presenta il candidato Fausto Elisei, uno dei due favoriti della grande corsa. Con lui ci sarà il grande elettore Mario Tosti, il meno ovvio tra i suoi alleati, un importante sostegno nell’area umanistica. Ma le grandi manovre sono in tutto e per tutto cominciate. Maurizio Oliviero (l’altro grande favorito) ancora non ha deciso i tempi e i modi in cui si farà avanti. Ma sta studiando con cura la strategia. Stavolta non ha intenzione di farsi etichettare e ingabbiare. E’ attento anche a chi saluta per strada.

Insieme alle due grandi aree quella di Oliviero e quella di Elisei, si sta aggregando quella intorno al rettore uscente Moriconi. Il quale ha dovuto ingoiare un amarissimo rospo con Peduto e ancora – dicono – non se ne è fatto una ragione. Per evitare lo scorno, avrebbe la settima scorso – così raccontano i tam tam che rullano forte nei corridoi dell’Ateneo – radunato i più fedeli tra i potenziali candidati per dire che il 9 maggio non si doveva votare. Avrebbero sfilato nel suo ufficio Tei, Marianelli (in rappresentanza della Mazzeschi), la Stanghellini ma anche Cotana, il jolly di queste elezioni, di recente assolto dal consiglio di disciplina dell’Università in merito alla non bella vicenda della Guardia di Finanza.
Restano due potenziali candidati Santambrogio e Figorilli, i cani sciolti della consultazione. Con Figorilli che ha lasciato, a un passo dal traguardo Moriconi, però in maniera assai critica, e invece il Santambrogio che pensa alla sua corsa in maniera sempre più romantica, da don Chichotte umanista.

Si stanno quindi formando tre gruppi per contendersi il posto di rettore. Il team Moriconi for ever and ever, che probabilmente si aggregherà al secondo turno (o forse anche al primo) su Francesco Tei, il preside di Agraria. Il gruppo intorno a Elisei, che allarga i suoi confini oltre alle primigenie simpatie per Comunione e liberazione e allarga i suoi confini fino a Mario Tosti di cui si diceva. Quindi il Maurizio Oliviero in versione ecumenica, non più il candidato di sinistra, ma piuttosto il dialogante che si gioca tutto su un progetto di università e cerca consensi in tutte le direzioni. Mettendo Cotana nel team di Moriconi, aggiungendo che difficilmente Figorilli riuscirà a fare molta strada senza il suo ex leader, aggiungendo che il cavaliere solitario Santambrogio non dovrebbe avere un bacino elettorale sconfinato, si va a concludere che fra i tre gruppi possono cominciare i primi annusamenti. Partono – per dirlo in lingua giuridica – i reciproci giudizi delibatori su possibili alleanze.

È ragionevole ritenere che due dei tre candidati si ritroveranno al ballottaggio. E allora già si immaginano alleanze per l’ultimo miglio. In questo momento, Tei, il candidato con maggiori possibilità di aggregazione e di successo del gruppo Moriconi, passa di incontro in incontro per dire – così almeno hanno capito i suoi interlocutori – che la cosa fondamentale è che l’Università non cada in mano a Elisei. Il rettore uscente resterebbe invece della linea – sempre a quel che si dice – mai Elisei e mai Oliviero. Dato che corre Tei è però ragionevole immaginare che sarà Elisei l’arcinemico dei moriconiani. Il leader di Agraria ha un rapporto molto stretto con quel Tarantelli estromesso da capo del dipartimento proprio da Elisei. Si può concludere che nel gioco su chi buttare giù dalla torre tra Elisei o Oliviero sceglierà il primo.