Dall’assemblea con i sindacati emerge preoccupazione per la contrazione dei consumi

di Cgil Umbria
(riceviamo e pubblichiamo)

PERUGIA – Dopo oltre 5 anni dalla scadenza naturale, circa 2000 addetti di Coop Centro Italia potranno finalmente vedere rinnovato il proprio contratto nazionale.

La scorsa settimana è stata infatti siglata l’ipotesi di accordo da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil con Legacoop, Confcooperative e Ancc e ieri, lunedì 25 febbraio, i sindacati umbri del terziario hanno incontrato a Perugia le lavoratrici e i lavoratori del settore. «C’è stato apprezzamento per l’intesa raggiunta – riferiscono i rappresentanti di Filcams, Fisascat e Uiltucs – perché il rinnovo porterà aumenti contrattuali (65 euro al IV livello full time), una una tantum di mille euro e altri benefici in termini di assistenza sanitaria integrativa».
Al tempo stesso, però, i lavoratori di Coop hanno espresso preoccupazione per l’andamento economico del territorio e di conseguenza per la diminuzione dei consumi. «Una situazione nella quale paradossalmente – sottolineano ancora i sindacati del commercio – si registra una continua apertura di nuovi spazi commerciali, nei quali spesso si applicano contratti diversi e peggiorativi, con retribuzioni molto più basse rispetto a quelle di Coop, determinando così un’evidente concorrenza sleale che danneggia prima di tutto i lavoratori. In prospettiva, inoltre, preoccupa fortemente il rischio di aumento dell’Iva, che determinerebbe evidentemente un’ulteriore contrazione dei consumi».
Infine, i lavoratori e le lavoratrici di Coop hanno messo in evidenza anche il cambiamento nelle abitudini di acquisto dei cittadini umbri, molto più attenti oggi alla qualità, alla tracciabilita degli alimenti (in particolare per l’ortofrutta) e alla diminuzione degli sprechi. «Un cambiamento che, seppure anch’esso nel solco della riduzione dei consumi – concludono Filcams, Fisascat e Uiltucs – le lavoratrici e i lavoratori di Coop considerano positivo per i suoi effetti sociali e ambientali».