Non solo iperattività e disturbi dell’attenzione ma anche autismo e le altre malattie. Una proposta firmata da due consiglieri Pd apre un caso e diventa motivo di imbarazzo politico

di M.Br.

PERUGIA – La cosa va avanti da mesi, ha evidenti problemi di congruità – come abbiamo avuto già modo di far presente – ma non c’è stato verso.

L’iter della legge che prevede un intervento speciale per una sindrome specifica, importante ma non meno di molte altre, (l’Adhd, che riguarda i disturbi dell’attenzione e la iperattività dei bambini) prosegue. Le obiezioni fatte valere dell’assessore regionale alla sanità Barberini erano già state di due generi. Primo: una malattia non si combatte con una legge ad hoc, ma attraverso una risposta sanitaria adeguata al bisogno e con una organizzazione efficiente e all’altezza del bisogno. Secondo: questo tipo di risposta deve essere data dalla sanità pubblica ad ogni tipo di sindrome, non a una in particolare.
Eppure la proposta di legge (firmata da due consiglieri regionali del Pd) non si è fermata e adesso attende il passaggio in commissione e un voto dell’assemblea legislativa regionale. Ha avuto ragione Squarta (portavoce dell’opposizione di centrodestra nell’assemblea) a sfidare la maggioranza: se legge speciale deve essere, sia una legge speciale inclusiva, che riguardi tutte le sindromi dei bambini legati a disturbi del neuro sviluppo, a cominciare dalla più seria, quella dall’autismo.
Adesso si cerca una via d’uscita. La proposta Squarta ha un senso ed è ragionevole. La maggioranza difficilmente potrà dare un qualsiasi tipo di sì, magari il meno di impatto possibile su sistema sanitario, alla proposta dei due consiglieri Pd e ignorare quella di Squarta.
Una materia così seria diventa in questo modo motivo di imbarazzo politico.