POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Da qui a un mese devono arrivare i primi risultati tangibili. Poi il 30 marzo si decide il rinnovo degli incarichi dei manager (le domande entro il 21 gennaio)

di Marco Brunacci

PERUGIA – Faccia faccia tra l’assessore regionale alla sanità Luca Barberini e i direttori generali delle Aziende ospedale e delle Asl del’Umbria, quattro in tutto. Per dirsi questo: le liste d’attesa sono il test fondamentale, la priorità delle priorità. Soltanto chiacchiere? Non sembra, visto che l’assessore ha concluso: su questo vi giocate il futuro, da qui a un mese.

Anche in questo caso non una generica minaccia, bensì la logica conseguenza della delibera della giunta regionale che stabilisce che entro il 21 gennaio prossimo chi ha i requisiti può presentare presso la Regione Umbria la richiesta per essere inserito negli appositi elenchi per diventare direttore generale o direttore amministrativo o sanitario. Quindi arriverò la decisione sui nuovi direttori che verrà presa dalla giunta regionale entro fine marzo.
Qui – come dicono – l’assessore sarà anche diventato Burberini, ma non si può dire che non sia stato chiaro. La politica la sua parte, per quel che poteva fare, l’ha fatta. C’è anche un piano assunzioni operativo, ma non può certo partire entro un mese. Però tutti gli altri strumenti a disposizione dei direttori possono essere attivati. Si va dalla più attenta valutazione dell’appropriatezza dell’esame alla possibilità di allungare o diversificare i tempi e i modi di utilizzo delle strutture per gli esami diagnostici. Si può lavorare di più con i medici di famiglia che hanno accettato di mettersi insieme e fornire un più ampio servizio ai loro utenti, oppure ancora riorganizzare le strutture per venire incontro alle esigenze dei servizi con maggiori richieste e più difficoltà.
Adesso si parte e a metà di febbraio si fa il primo check: se la cura da cavallo funziona bene, altrimenti è probabile che si andrà a un avvicendamento rilevante nelle caselle che contano degli ospedali e delle aziende sanitarie del’Umbria. I numeri saranno decisivi.