POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Il candidato sindaco (anche del) Pd a Perugia, per polemizzare con Romizi, finisce con lo sparare contro 10 anni di «cementificazioni e centri commerciali». Attacco a Boccali e Locchi o solo errore di mira? Intanto l’assessore Fioroni lo fa a pezzi: «Studi»

di Marco Brunacci

PERUGIA – Salvate il soldato Giubilei. Da chi? Dai quei compagni di squadra che gli passano palle così taglienti, insidiose e cariche di effetto che lui finisce per sbatterle dentro la sua porta, come il celebre Comunardo Niccolai, che chi ha l’età di Giubilei sicuramente ricorda come il re degli autogol, stopper anche qui nel Perugia calcio.

Cos’è successo? Mentre si avvicinano le elezioni comunali a Perugia e il povero sindaco Romizi ha tanti guai suoi, tra cui i tagli annunciati dal governo che dovrebbe in parte almeno difenderlo, e poi è spossato da quella sua idea di dover parlare di persona con tutti e 160mila gli abitanti di Perugia, uno per uno, ecco che Giuliano Giubilei, candidato del Pd e del centrosinistra tutto, in virtù di una curiosa iniziativa di un’associazione di combattenti e reduci, per cui si è ritrovato a far fuori pretendenti come l’ex assessore Cernicchi e l’attuale assessore (ma regionale) Bartolini e pure la consigliera mariniana doc, Casciari, spara il primo colpo e invece della volpe centra in pieno il pollaio.
Fa partire una campagna social contro ipotetiche, future colate di cemento a Perugia, attuale capitale mondiale della crisi dell’edilizia, indicando un progetto che non è un progetto ma potrebbe diventarlo, di trasformazione di un paio di capannoni già esistenti e dismessi a Pian di Massiano, come l’esempio del potenziale scempio.
Chi gli ha suggerito di colpire sull’obbrobrio che non c’è (e sinceramente, detto con affetto, è molto difficile che potrà mai esserci) naturalmente gli vuole male. Perché il candidato sindaco del Pd e del centrosinistra, a un certo punto, ha dovuto difendere la sua posizione tanto da infierire su se stesso, con picche e fruste, che neanche uno zoccolante pugliese alla processione prima di Pasqua.
Non solo ha affermato che Perugia deve dire basta a «nuove colate di cemento e a nuovi spazi commerciali», che sono state onore e vanto delle amministrazioni di sinistra fino a un momento fa, ma si è anche colpito con la mira di un Tafazzi pluridecorato, affermando che «negli ultimi dieci anni» qui a Perugia e in Umbria si è fatto di tutto e di più.
Ora qui bisogna essere seri. Si tratta forse di un proditorio attacco al Pd che finora ha guidato l’Umbria? O Giubilei ce l’ha solo con l’ex sindaco Pd, Boccali? O magari anche con l’ex sindaco Pd, Locchi? Vuole cancellare dalla faccia della storia della sinistra la povera senatrice orlandiana Cardinali, assessore al ramo della giunta Boccali?
Sì perché, facendo due conti, considerando che Perugia è di centrodestra da 4 anni, nei 10 considerati da Giubilei, vengono esposte al pubblico ludibrio due giunta fortemente del Pd, quella Locchi (per un anno almeno) e quella di Boccali.
Considerando che la giunta Romizi può essere messa sotto scopa per aver fatto poco, ma di sicuro non per aver promosso progetti megagalattici (quando vi parlano dell’Ikea, ricordate che tutto iniziò col Pd), non fosse un semplice autogol quello di Giubilei sarebbe da considerare un attacco inquietante al Pd come finora conosciuto. Roba buona per i cinquestelle, non per il centrosinistra.

L’assessore Michele Fioroni, che pratica i social e la comunicazione a differenza del resto della sua giunta, ha già risposto a Giubilei prendendolo a mazzate come si fa nel gioco della pignatta: «Studi di più se vuol governare Perugia», e giù, senza pietà: «Quella (se mai vedrà la luce) di Pian di Massiano è un ottimo esempio di operazione a zero volumi e zero consumo di suolo».
Ora Giubilei-Niccolai che deve fare? Continua la polemica, che essendo persona a modo e navigatore esperto come pochi nel mare delle cose del mondo, della vita e della politica, è partita di sicuro da un assist al veleno di qualche sciagurato compagno di squadra?
Se invece preme “reset”, invita l’assessore Fioroni al bar di Pian di Massiano e gli offre un tè al limone, c’è il caso che si riparta da zero a zero e la partita può tornare ad essere interessante. Se insiste sull’argomento, che cosa va a raccontare agli elettori del centrosinistra perugino? Che sono stati turlupinati dai cementificatori Locchi e Boccali? E, ancora, che i centri commerciali, al momento unica forma di vita economica che fa somigliare l’Umbria a una regione del Nord, sono stati voluti da un Pd asservito al potere di Coop o Conad (o foss’anche dell’Emi)? Come si dice nei salotti che contano: il “modello di sviluppo” scelto dall’Umbria rossa in realtà era davvero una mela col baco?
E allora, per il bene della democrazia dell’alternanza, salvate il soldato Giubilei. In primis dai compagni di squadra.