La giornalista di Perugia si racconta su un nuovo blog. Davvero da leggere

di E.Prio.

PERUGIA – «Il mio turning point è stato quando la neurologa a fine 2015 mi disse “la sua sclerosi multipla è diventata progressiva“. Dopo 20 anni di malattia, quello è stato il turning point della mia vita di malata. Da allora niente è più stato lo stesso».

Così Laura Santi, giornalista perugina di 44 anni, introduce il suo blog “La vita possibile” da poco on line. Un progetto che raccoglie (non esistono parole migliori delle sue per definirlo) «pezzi di vita, episodi, frammenti, per raccontare che cosa significa perdere l’autonomia anche nei più piccoli gesti quotidiani, essere monopolizzata dal corpo e dai suoi sintomi. Non avere più in testa lavoro, carriera, progetti, matrimonio, maternità, o più banalmente i gesti che fanno di tutti noi delle persone autonome: fare un viaggio o pulire casa o uscire un attimo al bisogno, o alzarsi e andare da qualche parte, o aggirare al volo un ostacolo, o cucinarsi un piatto, lavarsi e vestirsi, insomma qualsiasi piccola azione che per chiunque è scontata, automatica, e per me va programmata, dilazionata, concordata fra marito-caregiver e badanti».

Laura a Perugia (e non solo), la conoscono in tanti. I colleghi, gli amici ma anche le tante, tantissime voci a cui negli anni, dalla cronaca alla musica fino al mondo del non profit (Aism compresa), ha dato forma scritta. E tutti, ma proprio tutti, sanno come la sua malattia – almeno all’esterno – non l’abbia mai fiaccata nella forza di affrontare le terribili sfide che la vita le ha messo davanti.
Laura è una roccia, Laura non si arrende.
E anche se i suoi racconti sui «sessanta fottuti scalini» che separano il portone e la porta di casa o i sogni ricorrenti sul suo nuotare in piscina (e dio solo sa quanto le piacesse), lasciano trapelare lo sforzo, il disagio, il dolore, il finale di Laura è sempre di una combattente.
È per questo che Laura Santi, qualunque sia la progressione della sua malattia, ha già vinto. E noi – tutti – abbiamo solo da imparare.

Qui il link del suo blog, che merita di essere letto direttamente alla fonte.