Le attività di contrasto all’immigrazione clandestina della questura di Perugia e del comando provinciale dei carabinieri. Le loro storie

PERUGIA – Per quattordici persone in pochi giorni sono scattati provvedimenti di espulsione nell’ambito delle attività di contrasto alla immigrazione clandestina messe in atto dalla questura di Perugia, con l’incisivo contributo del comando provinciale dei carabinieri.

Per undici di loro è stato disposto il rimpatrio con immediato accompagnamento coattivo alla frontiera, gli altri tre sono stati portati ai Centri per il rimpatrio (Cpr) per la successiva espulsione dal territorio nazionale.
Il primo, un cittadino albanese di 27 anni, rintracciato in posizione di irregolarità sul territorio nazionale, è stato prima tratto in arresto per la violazione del divieto di reingresso sul territorio nazionale a seguito di una precedente espulsione. Successivamente, a seguito dell’emanazione di apposito provvedimento prefettizio, è stato accompagnato all’aeroporto San Francesco e imbarcato su di un volo per Tirana.
Un secondo e un terzo albanese, di 57 e 39 anni, già detenuti in carcere per reati contro il patrimonio e la persona, in esecuzione di dispositivi di espulsione emanati dal magistrato di sorveglianza come misura alternativa alla detenzione, sono stati imbarcati sempre per Tirana.
Per il quarto e il quinto, due cittadini albanesi rispettivamente di 29 e 27 anni, entrambi con numerosi precedenti in materia di stupefacenti, recentemente tratti in arresto dai carabinieri a Valfabbrica per reati connessi alla droga, sono state avviate le procedure di espulsione una volta rimessi in libertà e messi su un aereo con destinazione Albania.

Altri tre cittadini di origine albanesi, due con precedenti per furto e un’accusa per maltrattamenti in famiglia per il secondo, hanno subito lo stesso iter dopo essere stati sottoposti alla misura alternativa alla detenzione disposta dal magistrato di sorveglianza di Perugia, con prelievo direttamente dal carcere di Capanne.
La nona, una cittadina albanese di 22 anni, già colpita da precedenti decreti di espulsione e condanna per immigrazione clandestina, è stata rintracciata dai carabinieri della Stazione di Sigillo: nei suoi confronti è stato emesso un provvedimento di espulsione del prefetto di Perugia, con accompagnamento alla frontiera all’aeroporto di San Francesco d’Assisi.
Il decimo, un cittadino marocchino del 1998, regolare da tempo sul territorio per motivi familiari essendo entrato in Italia dalla minore età per ricongiungimento familiare coi genitori, è stato rintracciato dai carabinieri della Stazione di Gualdo Tadino e condotto in questura dove sono state avviate le procedure di espulsione con decreto del prefetto di Perugia. Lo stesso, da tempo notato per numerosissime condotte antisociali nel territorio  di Gualdo Tadino, già nel 2016 era stato richiamato a tenere un comportamento conforme alla legge ma, nonostante ciò, nel 2018 era stato indagato per danneggiamento, lesioni personali e furto con destrezza. Nel 2017 veniva segnalato per il reato di violenza sessuale, percosse e lesioni nei confronti di una ragazza italiana e del suo fidanzato. Le vicende giudiziarie che lo hanno visto protagonista dal 2013, ancora minorenne, al 2018 lo riconducono evidentemente nell’ambito delle persone socialmente pericolose, tenendo conto anche del fatto che nel novembre 2016, unitamente ad altri suoi connazionali, veniva identificato come autore del danneggiamento del presepe emozionale presente nel centro storico di Gualdo Tadino. In considerazione quindi della sua personalità, della sua condotta e del carattere aggressivo e violento il questore Giuseppe Bisogno lo ha proposto al prefetto per l’applicazione dell’espulsione come misura di prevenzione. Al termine dell’udienza di convalida davanti al giudice di pace, è stato accompagnato alla frontiera aerea di Bologna per essere rimpatriato nel paese di origine, scortato dagli agenti dell’Ufficio Immigrazione fino a Casablanca.

L’undicesimo, un cittadino tunisino di 49 anni, presente irregolarmente sul territorio nazionale e tossicodipendente, più volte resosi responsabile di reati in materia di stupefacenti per spaccio e detenzione, ricettazione, reati contro il patrimonio e resistenza a pubblico ufficiale, era stato già destinatario della misura di sicurezza dell’espulsione dallo Stato da parte dell’Ufficio di Sorveglianza nel 2002 resa attuale con provvedimento del 2019. A seguito dell’ultimo arresto avvenuto per spaccio di stupefacenti, era stato sottoposto all’obbligo di presentazione quotidiana in questura. L’Ufficio Immigrazione, al fine di rendere possibile l’esecuzione della misura di sicurezza, ha richiesto il nulla osta dell’autorità giudiziaria e ha preso contatti con il Consolato tunisino di Roma che, dopo averlo identificato, ha rilasciato apposito lasciapassare utile al suo rimpatrio. Il cittadino tunisino è stato quindi accompagnato alla frontiera aerea di Fiumicino per essere rimpatriato nel paese di origine, scortato dagli agenti dell’Ufficio Immigrazione fino a Tunisi.

Per gli altri tre, una cittadina nigeriana irregolare, una dominicana (presentata in questura per denunciare lo smarrimento del proprio passaporto e risultata invece irregolare) e un tunisino senza permesso e con precedenti per furto, invece, è scattato l’accompagnamento ai Centri per il rimpatrio.