Web e minori: guardia alta della polizia postale

UMBRIA – Lo hanno chiamato in mille modi diversi: gioco dell’orrore, gioco di morte… ma è col nome di “Blue whale”, balena blu che mesi fa è balzato in cima alle scalette dei telegiornali di mezzo pianeta.

Il “gioco” è quello che in Russia, dove sembra sia nato e da dove si è diffuso, ha spezzato le vite di oltre cento adolescenti: morti nel tentativo di superare «50 prove pericolose» da documentare e condividere sui social, si legge sul sito della polizia postale, sotto l’influenza di «un curatore» in grado di «manipolare la volontà e suggestiona i ragazzi sino ad indurli al suicidio».

E anche in Umbria, stando al resoconto delle attività svolte nel 2018 dalla polizia postale, la balena blu ha dato il suo colpo di coda. No, nessun decesso. Ma l’attività di monitoraggio della rete finalizzata a contrastare il fenomeno, rivolta a individuare potenziali vittime e presunti curatori, ha fatto registrare «circa 15 segnalazioni» negli ultimi 24 mesi, «delle quali 2 confluite in comunicazioni di notizie di reato alle procure». In parole povere: denunce.

Segno che la guardia è stata e va tenuta alta. Su questo, riferisce una nota della polizia posta, come su tutti i «fenomeni emergenti che scaturiscono da fragilità psico-emotiva dei minori», ai quali «il Centro nazionale istituito presso il Servizio polizia postale e delle comunicazioni rivolge massima attenzione».