Il Messaggero: un 26enne inseguito e insultato a Capodanno, un altro minacciato con una bottiglia rotta. «Politica prima responsabile»

di Omphalos Perugia
(riceviamo e pubblichiamo)

PERUGIA – Apprendiamo dalla stampa di recenti episodi di aggressioni e minacce di stampo omofobico accadute a Perugia a cavallo tra vecchio e nuovo anno. Ragazzi e ragazze minacciate e intimidite per strada per il solo fatto di essere identificati dall’abbigliamento o dal portamento come persone gay, lesbiche, bisessuali, trans* o intersex. Dalle pagine del Messaggero leggiamo con sconforto e rabbia il racconto di Lorenzo, seguito e minacciato per le strade del centro storico da un branco di giovani omofobi.

«Purtroppo non si tratta di casi isolati – commenta Stefano Bucaioni, presidente di Omphalos – ma di numerosi episodi preoccupanti che in questi ultimi anni sono in deciso aumento nella nostra città. Omphalos riceve periodicamente denunce di omofobia, transfobia, discriminazioni e violenze, ma di tutti i casi solo una piccola parte arriva sulle scrivanie dell’associazione e ancora di meno sulle pagine dei giornali. La realtà è purtroppo più preoccupante anche se si fatica a prenderne atto.»
Omphalos si occupa da oltre 25 anni di assistere e supportare le persone gay, lesbiche, bisessuali, trans* e intersex sul territorio regionale offrendo loro assistenza psicologica e legale con i propri sportelli gestiti da professionisti avvocati e psicologi che mettono a disposizione gratuitamente la loro opera. Purtroppo sono ancora poche le persone che decidono di denunciare un atto di violenza e discriminazione di carattere omofobico o transfobico. Lo stigma e la paura di essere ulteriormente isolate alle volte la fanno da padrone.
«L’aumento di omofobia, transfobia e discriminazioni ha però nomi e cognomi – continua Bucaioni – quando esponenti politici o delle istituzioni si permettono di offendere ed insultare pubblicamente le persone per il loro orientamento sessuale o per la loro identità di genere, offrendo così terreno fertile a violenti e omofobi che si sentono protetti dal pessimo clima politico che si respira a livello nazionale e a livello cittadino. Quando leggiamo e accettiamo passivamente dichiarazioni di consiglieri comunali, consiglieri regionali o di ministri o parlamentari che usano parole sprezzanti contro ogni tentativo di arginare discriminazioni e violenze contro le persone omosessuali e transessuali, non possiamo poi stupirci se per strada assistiamo ad un aumento di aggressioni e minacce.»

«Spero che questi episodi possano far riflettere se non la politica almeno la città, che tra pochi mesi sarà chiamata a scegliere la sua prossima amministrazione – conclude Bucaioni – non consegniamo la nostra città a chi fa della violenza e dell’intolleranza la propria politica. Ora sono omosessuali, transessuali, migranti, rom a subire violenze e discriminazioni, ma se accettiamo questo modello di odio domani potrebbe toccare anche ad ognuno e ognuna di voi.»