La scoperta dei finanzieri: prelevava denaro dal conto corrente amministrato e non versava le rette mensili per le cure dell’uomo

SPOLETO (Perugia) – Denaro prelevato dal conto corrente amministrato senza giustificati motivi e rette mensili per cure sanitarie e assistenziali non versate alla residenza per anziani in cui era alloggiata la persona che gli era stata affidata.

Sono le accuse mosse dai finanzieri della compagnia di Foligno a un avvocato del foro di Spoleto, che in qualità di amministratore di sostegno di un anziano incapace di provvedere autonomamente a se stesso (perché affetto da patologie che ne hanno compromesso lo stato cognitivo) per i militari avrebbe approfittato della situazione per il proprio, esclusivo, tornaconto personale.

L’avvocato avrebbe dovuto occuparsi dell’amministrazione patrimoniale ed economica e provvedere a ogni necessità dell’anziano, in collaborazione con il personale della struttura che lo ospitava. Invece, accusano i finanzieri, il professionista non solo non si sarebbe curato delle necessità dell’amministrato, ma si sarebbe addirittura appropriato di una somma di denaro quantificata in circa 16mila euro, rifiutandosi di consegnare la relazione di rendiconto inerente alla gestione del suo mandato, nonostante le sollecitazioni dell’autorità giudiziaria.

Le indagini, scaturite da una segnalazione degli eredi, coordinate dalla procura della Repubblica di Spoleto, hanno permesso di ricostruire, attraverso l’esecuzione di accertamenti bancari e patrimoniali, gli aspetti della gestione del patrimonio dell’anziano da parte dell’amministratore di sostegno. E una volta concluse hanno portato alla denuncia dell’avvocato per peculato e omissione o rifiuto di atti d’ufficio: reati, se confermati in giudizio, per i quali l’uomo rischia la radiazione dall’albo professionale e la reclusione fino a 10 anni.