Il Centro per i disturbi da alimentazione incontrollata modello di riferimento nazionale. «Ogni anno accogliamo 200 persone»

di Usl Umbria 1
(riceviamo e pubblichiamo)

CITTÀ DELLA PIEVE (Perugia) – Si è svolta martedì 11 dicembre, la conferenza per celebrare i primi 10 anni di attività del Centro DAI della Usl Umbria 1, un’esperienza nata da un’idea illuminante, unica nel territorio italiano, uno spazio fondamentale della sanità pubblica che accoglie ogni anno persone dai 13 ai 75 anni per lavorare in modo innovativo sulla riabilitazione e la cura del Disturbo da Alimentazione Incontrollata e dell’Obesità.

All’incontro sono intervenuti Andrea Casciari Direttore Generale USL Umbria 1, Fausto Scricciolo Sindaco di Città della Pieve, Simonetta Simonetti Direttore Distretto Sanitario del Trasimeno, Laura Dalla Ragione Direttore Rete DCA USL Umbria 1, Simone Pampanelli Endocrinologo Centro DAI USL Umbria 1, Luca Barberini Assessore Regionale Salute, Coesione sociale e Welfare.
«Il Centro per i Disturbi da Alimentazione Incontrollata di Città della Pieve di cui festeggiamo oggi i 10 anni di attività – ha ricordato Andrea Casciari – si inserisce in una rete di centri per il trattamento dei Disordini alimentari della USL Umbria 1, che comprende i due Centri di Todi dedicati alla Anoressia e Bulimia e il Centro per i disturbi alimentari infantili di Umbertide. Si tratta di un’organizzazione unica nel panorama della sanità pubblica italiana che abbiamo voluto attivare e sviluppare promuovendo anche una forte integrazione con le strutture ospedaliere per garantire un percorso sempre più appropriato ai pazienti e alle loro famiglie».
«È motivo di orgoglio – ha detto Luca Barberini – sapere che in Umbria esiste un centro in grado di rispondere in maniera significativa a bisogni nuovi, spesso sottovalutati, come obesità e disturbi da alimentazione incontrollata, che incidono molto sulla qualità della vita di tante persone, soprattutto giovani. Si tratta di una realtà di eccellenza della sanità umbra, punto di riferimento in Italia, che in questi dieci anni ha registrato grandi successi, grazie anche a una forte integrazione col territorio. Continueremo a investire su questa struttura, con un potenziamento degli spazi e dei servizi all’interno della Casa della Salute di Città della Pieve».

Foto DAI Pieve-2

«Le nostre equipe – ha ricordato Laura Dalla Ragione – cercano di tamponare il drammatico aumento di questi disturbi in rapida crescita negli ultimi vent’anni che, nonostante i progetti di prevenzione in ogni territorio, non riesce ad arrestarsi. Il dato allarmante è che in Italia il 50% della popolazione è in sovrappeso o obesa, ma abbiamo anche il triste primato dell’Obesità infantile in Europa, con percentuali superiori al 30%. E l’Umbria purtroppo si colloca tra le regioni con maggior incremento del tasso di obesità infantile e adolescenziale. Al centro DAI accogliamo circa 200 persone ogni anno, con una prevalenza femminile anche se il disturbo è fortemente diffuso anche tra gli uomini. Particolare attenzione dal 2014 è stata data al trattamento degli adolescenti con DCA e Obesità, infatti ogni anno circa 40 adolescenti passano la loro estate al Centro DAI a lavorare intensivamente sul miglioramento della loro vita psichica e fisica».

«I risultati del nostro Centro sono positivi ad ogni livello di trattamento garantito – ha sottolineato Simone Pampanelli – e ogni persona è riuscita a ritrovare il proprio tempo e il proprio spazio nel mondo; ciò ci spinge a portare avanti e preservare i risultati faticosamente raggiunti e a lavorare sulla prevenzione di questa che, visti i numeri, non dobbiamo esitare a chiamare epidemia. Imparare ad osservare i soggetti obesi, adulti e adolescenti, come portatori di profonda sofferenza e non solo come pigri e accidiosi nei confronti del vivere quotidiano, è la missione del centro e della nostra equipe multidisciplinare».
Il trattamento adottato al Centro DAI di Città della Pieve, è un modello originale integrato, in cui si lavora sul piano psicologico, nutrizionale e corporeo, grazie ad un’equipe formata da 21 operatori delle diverse discipline: medici, psicologi, educatori, fisioterapisti, operatori sociosanitari. Ogni giorno i pazienti camminano con il nordic walking sulle colline umbre, praticano ippoterapia, svolgono attività di fisioterapia nelle acque termali del complesso Theia di Chianciano e molto altro; un programma a 360 gradi che garantisce risultati incoraggianti anche sul lungo periodo. Il Centro garantisce al cittadino, per la cura del disturbo, tutti i livelli di trattamento: in caso di alta complessità è previsto il regime residenziale, per media e bassa complessità il trattamento semiresidenziale e ambulatoriale One Day Treatment.
Nella regione Umbria vi è una lista d’attesa di 147 persone che attendono impazienti l’ingresso nei vari livelli di trattamento. Dal 2008 sono state curate al Centro circa 600 persone con ottimi risultati sul piano psicologico, nutrizionale e del peso; circa 250 nei regimi di media complessità assistenziale (Semiresidenza-One Day Tratment): numeri impressionanti che sono solo destinati ad aumentare in virtù della GLOBESITY, termine che oramai è annoverato nel vocabolario internazionale come rappresentativo dell’epidemia in corso.