«Chiuso al pubblico per più di trent’anni, sono troppi i residenti che non hanno mai visto questo piccolo scrigno d’arte…»

di associazione Borgo Sant’Antonio Porta Pesa
(riceviamo e pubblichiamo)

PERUGIA – Gli abitanti di borgo Sant’Antonio, nel rione di Porta Sole a Perugia, hanno un sogno nel cassetto che aspetta da molto tempo di essere esaudito: restituire alla città il simbolo del loro quartiere: l’antico oratorio di Sant’Antonio Abate.

Sono passati quasi 100 anni dallo scioglimento della confraternita di Sant’Antonio Abate di Perugia che gestiva l’oratorio e la chiesa del Borgo dedicata al Santo eremita. L’edificio, sede dell’omonima confraternita che per oltre 700 anni ha dato assistenza e conforto a mendicanti e contadini che dalle campagna si stabilivano in città, si trova in corso Bersaglieri 90 – 92 ed è stato chiuso al pubblico per più di trent’anni. Sono molti i residenti che non hanno mai visto questo piccolo scrigno d’arte, simbolo ed identità di questo antico Borgo.

L’oratorio, che presenta all’interno splendidi affreschi dell’Appiani e decori di Nicola Giuli del ‘700, è di proprietà dell’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero ed è stato concesso in locazione all’Associazione di promozione Sociale Borgo Sant’Antonio Porta Pesa perché sia restaurato e torni ad essere luogo di riferimento per la comunità.

Grazie all’aiuto e al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia è stato possibile avviare un complesso lavoro di restauro che è stato affidato all’Istituto per l’Arte e il Restauro – palazzo Spinelli – di Firenze.

Sotto l’attenta guida della Soprintendenza alle Belle arti e al paesaggio dell’Umbria viene presentata il giorno venerdì 7 dicembre 2018, alle ore 17,30 presso l’ex Oratorio della Confraternita di Sant’Antonio abate, in Corso bersaglieri, 90 – 92, la conclusione dei lavori di restauro, con la cerimonia di consegna del bene alla Città.

Interverranno il Presidente dell’Associazione Borgo Sant’Antonio Porta Pesa – Francesco Pinelli, il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia – Dott. Giampiero Bianconi, che ha finanziato i lavori di consolidamento e restauro, il Direttore dell’Istituto per l’Arte e il restauro – Palazzo Spinelli – Emanuele Amodei, a cui è stata commissionata l’esecuzione materiale degli interventi di restauro, il Sindaco del Comune di Perugia – Andrea Romizi, il Vescovo ausiliare della Diocesi di Perugia, Mons. Paolo Giulietti, la Soprintendenza alle belle arti e al paesaggio dell’Umbria nella persona della Dott.ssa Maria Brucato, la Dott.ssa Laura Teza, dell’Università degli Studi di Perugia, che ripercorrerà la storia dell’edificio e della confraternita sino ai nostri giorni.

Per contatti:
Associazione di promozione sociale “Borgo Sant’Antonio Porta Pesa”
Sede legale C.so bersaglieri, 49, 06122 – Perugia
http://www.borgosantantonio.com
Presidente – Francesco Pinelli – C.so bersaglieri, 182 – Perugia – cell. 335.7877450

Scheda descrittiva
La Confraternita di sant’Antonio Abate, insieme a quelle di Porta Sole (vedi S. Benedetto, S. Fiorenzo) fu una delle prime istituite a Perugia. Le sue origini risalgono al secolo XIII e fu fondata probabilmente da una compagnia di Disciplinati. Come altre confraternite di laici sorse per scopi religiosi assistenziali e culturali, fu protagonista dello sviluppo delle laudi drammatiche del repertorio dei disciplinati. Gestiva il proprio ospedale di accoglienza collocato come gli altri ai margini della città.
Ad esso confluivano lasciti testamentari e oblazioni da persone che, rimaste sole, sceglievano di vivere e prestare la loro opera nell’ospedale.
Nel XVII° sec. l’ospedale fu soppresso come anche la compagnia di donne “sorelle ospedaliere” ad esso collegata, soppressa nel 1697 per richiesta dei vicini Monaci Olivetani, stanziatisi nel Borgo dopo il 1624.
I beni dell’Ospedale confluirono successivamente in quello maggiore di S. Maria della Misericordia.
Chiusa la parentesi ospedaliera, la Confraternita continuò a ricevere lasciti; importante fu il l’ingente eredità Bacarini del 1680 che dette nuovi impulsi e consentì la ristrutturazione e la committenza degli affreschi dell’oratorio nel XVIII sec.
La Confraternita si protrasse inoltre per tutto il XIX sec. tanto che nel 1845 redasse insieme alle altre Confraternite di Porta Sole nuove costituzioni che ci consentono di conoscere le sue attività che non erano molto dissimili da quelle originarie.
Nel 1904 i beni della Confraternita, nonostante le opposizioni, passarono alla Congregazione di Carità, riservando ai confratelli l’usufrutto dei beni, ma nel 1916 i beni immobili erano in così pessime condizioni che si procedette alla vendita perché la spesa dei restauri non sarebbe mai compensata dagli affitti. Ridotte
entrate economiche, si ridussero anche le attività e il numero dei confratelli. Una delle ultime attività della confraternita di cui si ha traccia è la processione del 1919, per il trasporto dell’antica immagine del Redentore dalla chiesa di Monteluce al Duomo.

L’oratorio di S. Antonio Abbate assunse la forma attuale all’inizio del secolo XVI e fu restaurato nel 1735. L’interno è a pianta rettangolare, privo dell’ abside, è coperto con volte a botte lunettate . E’ decorato nel XVIII sec. con ornati da Nicola Giuli e con figure di Francesco Appiani.
Gli affreschi della volta sono ancora leggibili, mentre quelli delle pareti alcuni presentano zone con forte abrasione del colore a causa del cambio di destinazione d’uso (l’Oratorio è stato per molti anni deposito legnami).
Baldassarre Orsini, nella sua , scritta nel 1784, così parlava dell’oratorio: <E’ dipinta questa piccola chiesa con vari ornamenti, secondo il gusto che correva anni addietro, da Nicola Giuli. Il suo colorito non è in questo luogo del miglior fare, non avendo le tinte molta armonia. Le figure sono di Francesco Appiani. In fondo alla chiesa è un Crocefisso dipinto a fresco con buona maniera, d’autore incerto. (tale dipinto era già citato nella guida di Francesco Morelli del 1683). All’interno della piccola Sagrestia vi era un camino cinquecentesco in pietra serena scolpito con lo stemma della confraternita, di cui si è persa traccia. Lo stendardo processionale della confraternita dipinto su tela, datato firmato da Sinibaldo Ibi nel 1512 è custodito invece nel deposito della Galleria Nazionale dell’Umbria.
Esso raffigura Sant’Antonio Abate con due fedeli che indossano la cappa della confraternita.