Volley, Sirci minaccia di  portare la squadra a Roma. Romizi a muso duro: «Scollegato dalla realtà»

di Andrea Romizi*
(riceviamo e pubblichiamo)

PERUGIA – Il Comune di Perugia ha investito molte risorse in questi anni per rendere il palazzetto uno spazio godibile e ospitale per le tante società e associazioni che vi praticano attività sportive, ricreative e culturali. 

Per noi assicurare questa fruibilità a tutti i cittadini rappresenta un vanto. Il nostro impegno è teso a garantire che ogni sport abbia riconosciuta una propria dignità e i medesimi diritti rispetto all’utilizzo degli impianti pubblici, e in ossequio a questo principio abbiamo previsto, mantenendo le tariffe tra le più basse d’Italia, interventi che qualificheranno ancor di più l’immagine e la destinazione del PalaBarton.

Vorrei ricordare a Sirci che questa Amministrazione ha già speso 600 mila euro per il miglioramento del palazzetto, portando a termine il completo rifacimento degli spogliatoi, della Sala Stampa, dell’infermeria e di tutta l’area hospitality. Abbiamo inoltre acquistato un tabellone elettronico nuovo e installato la tribuna telescopica, così come da impegni assunti proprio con la Sir. È la prima volta, dopo decenni, che si investe così tanto in una struttura sportiva, in un momento storico drammatico per le casse comunali.

E mi sia concesso di aggiungere che il progetto di cui si parla costerà ben un milione e 600 mila euro a Perugia. Risorse interamente pubbliche, per le quali ci siamo già impegnati e prontamente attivati riuscendo ad ottenere un contributo dalla Regione di 500 mila euro. In tutto questo abbiamo dovuto prevedere ulteriori lavori migliorativi, non per vezzo o eccesso di zelo, ma per ottemperare a degli obblighi di legge.

«Lungaggini», come sono state definite, necessarie a rendere idonea la struttura, che potrà contenere fino a 5000 persone, in grado di ospitare concerti, eventi sportivi e spettacoli di rilevanza internazionale, e anche tutte quelle competizioni alle quali ci ha abituati la Sir Safety, un orgoglio cittadino, che riconosciamo e tuteliamo.

Invito ad abbassare i toni del dibattito – prosegue Romizi – ricordando che le strutture pubbliche non possono essere gestite come fossero beni privati, e che la titolarità delle decisioni spetta all’amministrazione comunale, che opera secondo procedure di legge. Continueremo ad operare come abbiamo sempre fatto, riportando a nuova vita ciò che abbiamo trovato nell’incuria e nel degrado, fa quindi sorridere il tentativo di strumentalizzazione da parte di chi, amministrando, sul palazzetto nulla ha speso, così come per tutti gli altri impianti sportivi”.