L’incredibile strappo in Regione, con gli osservatori divisi: davvero è un’orrenda riforma o si vuol spaccare il Pd o all’ex segretario l’ultimo insuccesso (alle primarie) non ne aiuta la lucidità? Ma intanto la Giunta rischia sul voto in Aula. Tutti in riunione plenaria

di M.Br.

PERUGIA – “La Giunta ritiri la riforma di Adisu altrimenti domani presenterò un emendamento soppressivo”.. Parla il capo dell’opposizione? Un gialloverde barricadero? Un gilet giallo che si è perso tra i banchi del consiglio regionale?

No, parole e musica sono di Giacomo Leonelli, travolto da plurime sconfitte ma pur sempre ex segretario regionale del Pd,che è il partito di maggioranza assoluta della giunta regionale, che è lo stesso della Marini presidente che ha firmato la riforma.

Non è rassicurante nemmeno il termine soppressivo, anzi suona lugubre, da Ddr nella guerra fredda, ma magari è solo proprio del linguaggio del giurista quale è il Leonelli.
Ora però l’osservatore esterno è interdetto: siamo di fronte all’atto di morte, firmato e controfirmato, del Pd? O è l’annuncio del passaggio ad altra attività dell’ex renzianissimo candidato deputato, ma poi chissà se ancora?
O sarà solo che l’ultimo insuccesso (ha appoggiato Verini-Pensi alle primarie di domenica e Bocci gli ha fatto cappotto) gli ha dato alla testa?
O forse gli studenti dell’Udu (l’associazione universitaria di sinistra) lo hanno costretto a vergare la condanna alla fucilazione della presidente Marini e della sua riforma Adisu? O è davvero così ignobile, come dice lui, questa riforma?
In attesa di sapere il finale dell’incredibile caso pare che il gruppo consiliare sia in conclave plenario e le voci si rincorrono: domani mattina (giovedì) la Marini verrà battuta in Aula? O per evitare la sconfitta ritirerà la riforma? O invece ritirerà Leonelli?