L’allarme: «Il nostro Paese e la nostra regione sono fragili, territorialmente e non solo»

di Augusto Paolucci e Mario Bravi*
(riceviamo e pubblichiamo)

Ce lo ha ricordato il sisma del 2016 e i tanti fenomeni sismici che lo hanno preceduto. Per questo è prioritario organizzarci e ridurre il rischio, difendendo il territorio, cercando di metterlo in sicurezza. In un recente report, la Fillea nazionale e Legambiente (che hanno dato vita all’Osservatorio di Muccia) hanno giustamente sottolineato che in tutto il cratere la ricostruzione procede troppo lentamente.

A 2 anni dal sisma si viene a sapere che un ostacolo sulla strada della ricostruzione è rappresentato dalle difformità edilizie, fenomeno molto diffuso. Mentre ci aspettavamo che, da parte del Governo venissero superati gli ostacoli sulla strada della ricostruzione, si fa esattamente l’opposto. È inaudito che, il commissario governativo, prof.Piero Farabollini sia arrivato a sospendere il documento Unico sulla regolarità contributiva(DURC).

Deve essere chiaro che con questo atto grave il Governo favorisce il lavoro nero e l’illegalità, che il sindacato quotidianamente contrasta. Inoltre, cancellare il Durc per congruità (pilastro della ricostruzione del 1997), significa fare il gioco delle imprese scorrette e alimentare la piaga degli infortuni sul lavoro. D’altronde, il Governo in carica ha cancellato nella finanziaria 120 milioni destinati alla prevenzione degli infortuni.

Chiediamo al Governo e al prof.Farabollini di cambiare rotta ed in particolare:

  1. La riconferma del DURC per congruità, per tutto il cratere.
  2. La riconferma dei 700 lavoratori precari impegnati nei comuni del cratere e il cui contratto scade il 31 dicembre 2018.
  3. Una nuova governance ,che eviti la centralizzazione nazionale e dia il giusto spazio alle comunità locali.
  4. Un confronto vero con le forze sociali, rappresentative dei lavoratori e non degli interessi corporativi(come gli ordini professionali).
  5. Una legge quadro sulle emergenze.

Su questi punti la FILLEA/CGIL e il sindacato tutto non arretreranno, per passare dalla gestione dell’emergenza(quasi conclusa), a quella della ricostruzione(quasi ferma). Nel 2019 la ricostruzione dovrà finalmente partire e migliaia di lavoratori saranno presenti nei cantieri del cratere.Ci saranno tanti appalti e molti soldi che, fanno gola alle organizzazioni criminali e mafiose, con il rischio di corruzione, illegalità e sfruttamento del lavoro.

La Fillea Cgil e il sindacato tutto, faranno una battaglia quotidiana per la legalità e la trasparenza, auspichiamo che il Governo faccia altrettanto!

*Segretario Fillea Cgil Umbria e presidente Ires Cgil Umbria