POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI |  Dopo il cappotto in tutti e tre i collegi (ecco le cifre esatte zona per zona) inizia la selezione della classe dirigente del partito del futuro, con qualche leaderino arrivato a fine corsa

di Marco Brunacci

PERUGIA – Gianpiero Bocci neo segretario del Pd dopo la vittoria alle primarie con il 62,70, facendo cappotto a Verini-Pensi in tutti e tre i collegi dell’Umbria. Ecco un po’ di numeri di rilievo.

Cominciando da Perugia centro, un banco di prova per lo scontro con l’asse Verini-Agostini sorretto da Bistocchi-Bori: ha vinto Bocci 258 a 199. E’ stato il massimo sforzo bellico degli oppositori del neosegretario. Il quale ha passeggiato a Foligno (terra di Barberini) vincendo 810 a 168. Ma sentite: Gualdo Tadino 274 Bocci a 73 Verini (con Presciutti sindaco). Ma Gubbio è stato sorprendente: 471 a 107. Nocera? 104 a 3. Norcia 218 a 14. I concittadini di Bocci hanno premiato a Cerreto di Spoleto il loro concittadino con un 180 a 4 che dice tutto. Ma è Valtopina il top: 122 a 1.
Si obietta: il collegio Umbria 2 è il più moderato dell’Umbria e più si adatta alle scelte politiche dell’ex sottosegretario agli Interni. E lì che Bocci ha alleati solidissimi e una base che alla fine non lo tradisce, nonostante il risultato, sull’onda antirenziana nazionale, delle politiche.
Ma allora Terni, dove il vicepresidente Paparelli ha fatto il finimondo per Verini? Sentite il risultato del seggio simbolo di Borgo Bovio: 125 a 71. E la provincia di Terni era terreno privilegiato di battaglia per i veriniani, appoggiati non solo dalle pontificie truppe di Paparelli ma anche da quelle del sindaco di Narni e presidente dell’Anci umbra, Allegria De Rebotti. L’unico risultato positivo ottenuto di fatto è proprio quello di Narni, dove De Rebotti ha veicolato 308 voti a Verini contro i 180 di Bocci, che quindi ha tenuto botta. Ma poi: Otricoli 117 a 1 (dicesi uno), Montecastrilli 212 a 66, Monterchi 118 a 5. Un seggio di riferimento di Orvieto, tanto per dare un’indicazione? 48 a 29 per Bocci. Sangemini 76 a 29, indovinate per chi? Ma Amelia? 132 a 63.

E allora veniamo alla zona del Trasimeno. Le criticità erano lì. La campagna di Bocci ha mobilitato i suoi addetti ai seggi perchè tenessero gli occhi aperti. Com’è finita? Nel gruppo di seggi Magione-Villa-Agello-San Feliciano, che – con il sindaco Chiodini alla fine convertito al verinismo – doveva essere il trampolino di lancio per gli sfidanti verso un sorprendente rush finale, è finita con un modestissimo successo di misura: 127 a 117. Tutt’altra storia a Corciano, dove il sindaco Betti è sceso in campo per Bocci e ha fatto strike. Ed è rilavante anche Marsciano, dove l’ex sindaco Chiacchieroni (pro Bocci) ha cancellato il sindaco in carica Todini.
Magari da oggi Bocci oltre a costruire la via umbra al Pd del futuro, come promesso come impegno prioritario, evitando alla regione di essere terra di conquista per i capitani di ventura delle varie correnti e correntine nazionali, da Zingaretti a scendere, dovrà anche togliersi qualche sassolino dalle scarpe. E qualche leaderino più o meno giovane – ma di quelli che hanno definitivamente fatto il loro tempo – dall’organigramma del Pd del futuro.

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