POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Mentre si attende la conclusione del caso, nuove polemiche sul Ciriaf. Per il resto Elisei tesse la tela, Oliviero vince con gli Erasmus e lima il programma. Ma la domanda è: alla fine sarà Tei l’unto del rettore (uscente)?

di Marco Brunacci

PERUGIA – La ripresa delle ostilità doveva avvenire all’Università subito dopo Natale. Ma a palazzo Murena non si puoi mai stare tranquilli. Ecco allora che i contendenti tornano a tirare cannonate dalle rispettive trincee, mentre è ancora lontano l’inizio ufficiale della corsa per il nuovo rettore.

La vicenda che ha fatto risvegliare gli ardori guerreschi, contando che si spengano presto davanti al moltiplicarsi degli addobbi natalizi, è stata la decisione della Corte dei Conti di richiedere un milione e 800 di danno erariale a sei professori: Franco Cotana, Antonio Borri, Vincenzo Pane, Federico Rossi, Josè Maria Kenny e Fabrizio Frescura (tutti del dipartimento di Ingegneria). La Procura della Corte dei Conti, come nei suoi compiti, accusa quando ritiene ce ne siano le ragioni, e coloro che sono chiamati a rispondere si difendono e, nel caso specifico, sono lì ad affermare, tutti, e a ribadire, di essere tranquilli perché hanno fatto tutto nel rispetto delle regole. E figurarsi se qui si entra nel merito.
La guerra che si è riscatenata non è tanto sul caso giudiziario, che è solamente una richiesta, e questo sia chiaro, quanto piuttosto si polemizza sul fatto che il professor Cotana continua nel gioco del “vedo non vedo” per la sua candidatura. Una volta è lì che è candidato, la sera dopo non lo è ancora e un momento ancora non lo è più. Sarà questa la volta buona per decidere per il sì o il no? E – come qualcuno a questo punto si azzarda a pronosticare – sceglierà l’illustre ingegnere il low profile per difendersi dagli addebiti della Corte dei Conti e quindi eviterà i riflettori della corsa per il rettore?

L’altro motivo di polemica è il famoso Ciriaf, un organismo al centro delle polemiche già da diverso tempo. Si racconta in queste ore nei corridoi universitari che già il rettore Bistoni, con il suo cda, avrebbe chiesto approfondimenti che non è mai riuscito a portare a termine.
La riapertura delle ostilità legata al caso Cotana, conferma, per il resto, che ancora i candidati in campo sono molto lontani dall’andare a stringere. In verità solo Elisei prosegue nella sua linea in maniera metodica e molto determinata, anche sotto Natale: forte dell’alleanza con Mario Tosti tesse la sua tela di incontri e di relazioni, che ne fanno sicuramente almeno uno dei due favoriti. L’altro candidato top, Maurizio Oliviero, ha passato un po’ di tempo in Europa, è tornato da Bruxelles con un limpido successo su un suo vecchio cavallo di battaglia (gli Erasmus) e aspetta tutti al varco del programma, che sarebbe pronto a presentare a inizio gennaio.
L’asse Figorilli-Puma resterebbe intatto nonostante la vicenda di quel documento infelicissimo in cui il rettore uscente Moriconi “intimava” alla Regione di fare subito un primario universitario a Gastroenterologia e che, ragionevolmente, aveva in Puma, che è delegato alla sanità dal rettore, uno degli ispiratori. Da Stanghellini e Santambrogio nessun segnale. Il vero caso è Tei: sarà lui per davvero l’unto dal rettore (quello uscente) per mantenere l’Ateneo nelle mani dei cavalieri difensori della sacra ortodossia perugino-centrica contro i pericolosi internazionalisti che intendono far varcare definitivamente i confini di San Nicolò di Celle al già glorioso Studium?