POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI |  Si parla addirittura di Bidini e Albertini per il prof vicino a Cl. Intanto Tei studia le mosse per sfruttare l’onda del rettore uscente senza esserne travolto e Oliviero aspetta il programma. Gli altri? Fluttuano

di Marco Brunacci

PERUGIA – Corsa a rettore dell’Università di Perugia, è la fase della guerra dei nervi, per chi regge il confronto e lo stress da candidatura tra i molti piccoli indiani che sono partiti per fare l’impresa.

Il candidato Oliviero continua a proporre ad altri candidati in pectore di fare insieme un programma e poi decidere su chi e come si candiderà. E ogni volta ottiene solo un risultato: qualcuno mette in giro la voce che sta per ritirare la candidatura. Cosa che non intende proprio fare. E quindi tra un po’, probabilmente, l’alfiere di Giurisprudenza smetterà di parlare di programma (sperando però che ne stili uno per lui, all’altezza della situazione dell’Università di Perugia, al momento con un futuro segnato da ateneo marginale nello schema nazionale).
Elisei, che insieme a Oliviero, è da considerarsi candidato prima fascia, invece non si smuove di un centimetro dalla sua linea, scelta fin dall’inizio: tesse la rete con incontri, non alza mai la voce, fa il muro di gomma contro chi dice in giro – e sono diversi – che la corsa a rettore può finire con qualunque vincitore tranne che lui. Un segno preciso di quanti nemici si è fatto in questi anni, come candidato 5 anni fa e come membro del Senato accademico per tanto tempo. Ma si sta facendo così anche nuovi amici, anche nel mondo laico accademico, nomi capaci di rendere meno indigeribile la sua estrazione da Comunione e liberazione (si fanno addirittura i nomi di Bidini, Salvato, Albertini e via laicando). Con lui combatte Mario Tosti, che è un alleato di peso, capace di mandare in tilt la eventuale candidatura dell’altra del Dipartimento umanistico, la professoressa Mazzeschi, per la quale Tosti è peggio di un caffè bevuto la sera per un insonne.
La Mazzeschi è stata indiscrezione di mesi fa come punto di riferimento del rettore uscente Moriconi, poi si è inabissata nell’oceano delle chiacchiere e veleni, fino a ricomparire in superficie qualche settimana fa. Sempre come suffragetta dei Moriconi boys and girls, un gruppo che però sembra avere, ogni mese che passa, meno fan.
Tra questi comunque si annovera la Stanghellini da Economia, che mostra di essere più salda della Mazzeschi, ma non sembra proprio abbia sfondato in altre zone che non siano quella della sua cerchia ristretta.

Nella guerra di nervi un posto a parte se l’è ritagliato Santambrogio: irenico, fluttuante, naviga tra le tensioni come quei giovanotti che vanno in metrò con le cuffie Hd sulle orecchie. Arriverà in fondo? Probabilmente sì, ma per forza di inerzia, lievitando nell’aria. Ma incidendo poco o nulla sugli equilibri attuali.
Altro discorso per Figorilli e Tei, due pezzi da novanta con destini opposti. Il primo è partito con Moriconi e si è ritrovato contro. Probabilmente pagherà lo scotto di essere stato troppo tempo con Moriconi e troppo poco contro. Tei è invece la vera chiave di volta di questa elezione. Potrebbe essere il terzo che viene datur tra Oliviero ed Elisei. Al momento gioca al “mi faccio vedere, non mi faccio vedere”. Dopo una fase tutta anti-Elisei, ora calcola anche quanto vale l’appoggio del rettore uscente Moriconi. E’ chiaro che la forza di Tei è la peruginità e in questo campo Moriconi è come Aiace per gli Achei: il campione. Ma se poi il rettore uscente non riesce a tenersi legato neanche il Senato, dentro al quale si moltiplicano le richieste e scarseggiano i fondi e gli incarichi? Con un Moriconi pieno di acciacchi come sponsor, la prospettiva per Tei sarebbe grama: si ritroverebbe con un mucchio di cambiali da pagare, anche qualora gli ermellini e dintorni si fidassero di lui e riuscisse a diventare rettore.
Per questo anche lui fluttua e riflette.
Non abbiamo parlato di Cotana? Perché è da mesi che è in procinto di ritirarsi senza essersi ufficialmente candidato. E continua a farlo. Come il jogging la mattina.