POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | La Terza commissione approva sei articoli di una normativa sull’Adhd, disturbo da deficit di attenzione e iperattività, con una dote da mezzo milione di euro. Creando un precedente pericoloso. Il gelo dell’assessorato alla sanità

di Marco Brunacci

PERUGIA – Ci sono delle cose in politica che possono sembrare buone e belle e però basta rifletterci un attimo, ed eccole che rischiano di diventare o inutili o perfino dannose, al di là delle migliori intenzioni che le ispirano. Un esempio? La terza commissione del consiglio regionale ha approvato i primi sei articoli di una disposizione, per la quale si prevedono anche finanziamenti (500 mila euro, sembra di capire), in materia di Adhd, cioè il disturbo da deficit di attenzione ed iperattività.

La questione, come tutti i disturbi che riguardano bambini e ragazzi, è seria e merita di essere trattata con la massima attenzione. E’ per questo che lascia senza parole la svolta del consiglio regionale dell’Umbria che è intenzionato a disporre una iniziativa su questo tema dimenticando che ci sono altre situazioni critiche che riguardano l’infanzia e l’adolescenza. La domanda è: com’è possibile che non ci siano leggi speciali per ognuna delle sindromi, per le quali ci sono attenzioni e ricerche nuove e numeri magari in crescita, e invece ci si limiti all’Adhd?
Pensandoci ancora meglio: se si fa una legge speciale per ognuna delle sindromi o delle malattie o di quelle forme di disagio che sono tra il sanitario e il sociale, che ci sta a fare la sanità pubblica e i relativi piani per la sanità medesima e per il sociale?
Ognuno può farsi una normativa speciale, una serie di disposizioni. Si arriva per questa strada a una sorta di privatizzazione dell’assistenza pubblica: chi ha più forza nella politica può ottenere una legge per la sindrome che ritiene più importante.
Per questo il voto della terza commissione del consiglio regionale lascia interdetti. E’ la sanità pubblica che in questo modo perde di senso, se si fa una legge per ciascuno.

Va da sé che la serissima questione dell’Adhd, non meno seria però di tante altre, va considerata nell’ambito dell’assistenza generale e dei finanziamenti dei quali si può disporre. Non si può neanche sospettare che su una materia così seria e delicata ci sia una qualunque speculazione politica. Nessuno lo farebbe. Ma se si iniziasse con l’Adhd si potrebbe continuare all’infinito, mandando in soffitta ogni Piano complessivo. Presto si arriverebbe a una sanità pubblica fatta a brandelli da (buonissime, serissime, dai fini illuminati) lobby. Ognuno a tirare dalla sua parte e per la sua sindrome.
L’iniziativa è stata accolta dal gelo dell’assessorato regionale alla sanità. Magari c’è ancora il tempo per fermarsi a riflettere e cambiare direzione.