La richiesta di Liberati e Carbonari (M5S): l’applicazione dell’Isee alla Carta Tuttotreno provocherà un deciso innalzamento dei prezzi mensili per la mobilità

PERUGIA – «La Giunta di Palazzo Donini ascolti il grido di allarme dei pendolari relativamente al rischio di ulteriore incremento dei loro costi di viaggio in treno e valuti una più vantaggiosa soluzione sia per i cittadini che per la Regione Umbria».

Lo chiedono i consiglieri del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari, «facendo proprie le istanze di lavoratori, studenti e famiglie che segnalano come l’applicazione dell’Isee alla Carta Tuttotreno provocherà, a fronte di micro risparmi, un deciso innalzamento dei prezzi mensili per la mobilità: agli almeno 400 euro per la citata Carta si sommeranno infatti le altre centinaia di euro per l’abbonamento ordinario».
Liberati e Carbonari evidenziano che «l’assenza di convogli regionali in fasce orarie specifiche, nonché il calcolo scorretto del chilometraggio di alcune tratte, comportano già oggi un autentico dissanguamento per le tasche dei pendolari: l’avvio dell’Isee peggiorerà la situazione, rischiando di costare agli interessati fino a ulteriori 300 euro.

L’applicazione dell’Isee non può dunque penalizzare ulteriormente centinaia di donne e uomini già oggi economicamente svantaggiati, colpevoli solo di andarsene quotidianamente da un’Umbria incapace di offrire lavoro. Chiediamo pertanto alla Giunta Marini un’approfondita riflessione per evitare tali distorsioni, rinviando l’applicazione generalizzata dell’Isee, senza fare dei pendolari umbri le cavie nazionali di questo strumento: non c’è infatti una sola Regione che in Italia abbia usato l’Isee per il trasporto ferroviario. La Giunta assicuri, ovviamente, almeno quei micro tagli, pari a 50 euro, già annunciati per i più deboli. Forse ben altro potrebbe spuntare per costoro e per gli altri, se solo riuscisse a ricontrattare col Gruppo Fs il contratto di servizio in base al quale, da oltre un decennio, la Regione riversa quasi 40 milioni milioni di euro all’anno al monopolista dei trasporti ferroviari».
«Per i titolari della costosa Carta Tuttotreno – concludono i consiglieri di opposizione – sarebbe prioritario accedere a tutti i convogli InterCity, e non soltanto ai miseri due finora individuati da Trenitalia, servizio che i pendolari giudicano ‘decisamente scarso’ rispetto al costo e nel confronto con le altre Regioni».