Perugia, Gesenu e tariffe: tutti i dati sull’attività di recupero dell’Ufficio Tari

PERUGIA – Oltre sei milioni di euro di accertamenti per morosità e quasi sette milioni di solleciti di pagamento. Con quasi tre milioni di euro recuperati da chi non ha pagato la tariffa sui rifiuti negli anni dal 2014 al 2016 e con avvisi – pronti a partire – per 15,5 milioni di euro. Mentre si abbassano i bollettini rispetto al 2014.

Questi alcuni dei significativi risultati (e importanti per una maggiore equità fiscale e magari anche per ai fini di migliori servizi) raggiunti nel corso del 2018 ai fini del recupero della morosità e dell’evasione sulla tariffa per i rifiuti, grazie alla scrupolosa attività che l’Ufficio Tari ha svolto nel corso dell’anno. Attività che si affianca a quanto già realizzato, a partire dal 2016 con il Raccoglincentro, quindi nel corso di quest’anno, con l’ampliamento del sistema di raccolta nella Città compatta, che hanno permesso un censimento certosino delle utenze, mai fatto prima. Obiettivo finale, come detto, il raggiungimento di una maggiore equità fiscale anche attraverso l’allargamento della base imponibile delle utenze stesse.
La presentazione alla stampa dei dati derivanti dall’attività di controllo dell’Ufficio Tari è stata fatta dal presidente di Gesenu Wladimiro De Nunzio e dall’ingegnere Massimo Pera, insieme al vicesindaco e assessore all’ambiente Urbano Barelli, all’assessore al bilancio Cristina Bertinelli, al dirigente del Comune di Perugia Vincenzo Piro e alla responsabile Ufficio Tari, Annalisa Maccarelli.

I dati

I dati parlano, dunque, di 6.466.312,27 euro di accertamenti per morosità, relativi all’anno 2013 (relativi a 14.582 utenze) e di 6.759.084,53 euro di solleciti di pagamento per la sola annualità 2017. Ammonta invece a 2.800.000 euro quanto recuperato dalle 3.361 adesioni alla definizione agevolata per la tari non versata negli anni 2014, 2015 e 2016, resa possibile la scorsa primavera, dopo che giunta e consiglio avevano approvato il regolamento nel febbraio 2018 (di cui il Comune, ad oggi, ha incassato 1.033.876,64 euro). Per coloro che non hanno aderito alla predetta definizione agevolata, peraltro, nelle prossime settimane l’Ufficio Tari procederà all’emissione di avvisi di accertamento per morosità per 15.500.000 euro circa.
«La più immediata conseguenza – è stato sottolineato – derivante dal controllo effettuato in questo anno è stata l’allargamento della base imponibile delle utenze, essenziale –come detto – al fine di una maggiore equità fiscale. Oggi le utenze stesso risultano essere 84.368 (corrispondenti ad una superficie complessiva di 12.642.636 mq), contro le 83.124 del 2017, le 83.316 del 2016, le 81.415 del 2015 e le 81.407 del 2014».

Risparmi e aumenti

«Anche dal punto di vista della tariffazione – spiega una nota di Comune e Gesenu -, già l’andamento del 2018 mostra come l’utenza domestica media abbia pagato un importo inferiore a quello corrisposto nel 2014. Per la Tari, una famiglia media (3 persone su 100mq) paga oggi 353,34 euro, rispetto ai 359 euro del 2014 e del 2015 (nel 2016 la tariffa media per l’utenza domestica era di 322,07 euro e nel 2017 di 321,42 euro).
Un leggero aumento è stato, invece, registrato per le utenze non domestiche nello stesso periodo, passate dai 1.539,18 euro che un ufficio pagava nel 2014 (1.458,64 per un negozio e 811,15 per un magazzino) ai 1.660,23 euro nel 2018 (1.575,16 per un negozio e 874,94 per un magazzino). Ma l’impegno dell’Ufficio Tari è quello di neutralizzare tale incremento, concentrando l’attività di accertamento soprattutto sulle utenze non domestiche ed avviando una nuova collaborazione con gli uffici comunali che, da quest’anno, fanno compilare la denuncia Tari contestualmente alla Scia».

Gesenu ha poi progressivamente ampliato – è stato spiegato – il proprio impegno nella gestione dell’Ufficio Tari al fine di garantire un servizio sempre più efficace e rispondente alle esigenze del Comune e dell’utenza.
In considerazione della complessità e del volume dell’attività, ha costantemente migliorato l’organizzazione dell’Ufficio, incrementando il numero delle risorse umane, investendo nella formazione delle stesse, creando uno specifico settore dedicato al recupero della morosità, istituendo l’U.R.P. della Città compatta.
Nel corso del 2018 l’Ufficio Tari ha sinora ricevuto più di 12.000 utenti, risposto a più di 19.000 telefonate, trattato oltre 23.000 pratiche.

«Il potenziamento dell’Ufficio – prosegue la nota – ha permesso di abbattere i tempi di attesa per gli utenti ed, al fine di agevolarne le condizioni di afflusso, sono stati messi a disposizione degli stessi dei posti auto nel parcheggio sottostante l’ufficio. L’Ufficio, così rafforzato, ha potuto dedicare costanti energie al recupero dell’evasione con i risultati sopra descritti, conseguiti grazie a:
– la notevole mole di dati ed informazioni acquisite da Gesenu attraverso l’attivazione del nuovo servizio nella Città compatta mediante questionari sui dati catastali, sopralluoghi diretti presso le utenze, acquisizione di dichiarazioni spontanee, ecc;
– accesso, grazie in particolare alla collaborazione con il Comune di Perugia e non solo, a molteplici banche dati, dalle quali è stato possibile trarre ed elaborare informazioni complementari e/o addizionali per la corretta e tempestiva analisi della situazione dei singoli cespiti e per l’integrazione della banca dati utenti già esistente;
– potenziamento della funzione interna preposta alla gestione dell’evasione che, ad oggi, è composto da 4 unità, 2 tecnici e 2 amministrativi, oltre ad una guardia ecologica».

In particolare, per quanto concerne l’attività di implementazione della banca dati utenti con i dati catastali, questa è stata possibile anche grazie al recapito di questionari su base volontaria da parte degli utenti (c.a. 10.000), delle dichiarazioni ricevute allo sportello e dell’attività di accertamento diretta.
I positivi risultati ottenuti fungono da stimolo per il prosieguo dell’attività. Adesso gli obiettivi per il futuro sono, per quanto riguarda la morosità, quello di effettuare l’invio dei solleciti entro il mese di gennaio dell’anno successivo a quello di competenza e procedere agli accertamenti per morosità entro il mese di dicembre dello stesso anno; per quanto concerne l’evasione, si continuerà sulla base dell’attività svolta nel 2018 al fine di individuare gli evasori ed allargare la base imponibile onde poter contenere le tariffe. Infine, con riferimento alla banca dati, si lavorerà per raggiungere la copertura totale con il dato catastale per permettere il passaggio nel medio periodo alla tariffa puntuale.