POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Prisco alza il velo: un impianto super moderno, sulla stessa struttura di un tempo, ma interamente coperto, con soli posti a sedere, nessuna barriera e le torrette. Il costo? 18 milioni di euro, pronto per il campionato 2020

di Marco Brunacci

PERUGIA – I segreti del nuovo Curi svelati dal neo ex assessore allo sport e a molte altre cose del Comune di Perugia (e ovviamente sempre parlamentare FdI), Emanuele Prisco. Tutto quello che avreste voluto sapere e non avete mi osato chiedere. Quando si farà il nuovo stadio di Perugia? «Tutto fa pensare che si partirà nella prossima estate», spiega Prisco in un’intervista a Tef channel e ci tiene molto a mostrarsi generico e molto cauto: «Sapete, in queste cose – dice ancora – non si sa mai se durante l’iter qualcosa si inceppa, se c’è un intoppo imprevisto».

Ma il percorso è segnato: il cantiere dovrebbe durare 12-15 mesi, prevede Prisco. Nel campionato 2020 ci siederemo nell’impianto delle meraviglie? Ragionevolmente sì, ma cosa ci sarà di tanto bello? Dice Prisco: «Tutti i comfort degli stadi all’avanguardia». Quindi bisogna elencare: posti a sedere in tutti i settori e soltanto posti a sedere, nessuna barriera, quindi grande affidamento sul senso di civiltà di chi va a vedere le gare, forme di riscaldamento Ma soprattutto il nuovo Curi sarà uno stadio interamente coperto.

Si manterrà la stessa struttura di adesso, che quando è stata concepita era davvero avveniristica? «Nella sostanza sì, con tutti i miglioramenti del caso». Come si chiudono gli spazi vuoti? Ecco che compaiono le torrette. Ovviamente qui Prisco deve essere ancora più generico. Si tratta di un progetto privato, quindi della società Perugia calcio. Qualche idea è stata condivisa (e magari lui, come ex assessore allo sport del Comune di Perugia, appena dimesso per continuare a fare il parlamentare a tempo pieno, le ha viste tutte) ma la riservatezza è assai gradita. E allora si limita a dire che ci saranno spazi «per la ristorazione, per il kinderheim, per gli uffici della società», ma anche, ecco un’altra possibile novità, per gli uffici dello sport del Comune.
A questo punto il costo e, soprattutto, chi paga? Qui Prisco procede come camminando sulle uova: «L’impianto potrebbe avere un costo che si aggira sui 18 milioni di euro, ma vale il discorso di cui sopra: se non si conosce nei dettagli il progetto, che è privato, non si può immaginare un costo preciso». Chi paga? Qui la risposta è più facile: «C’è una legge Lotti, fatta dal governo Renzi, che regolamenta situazioni di questo genere. Quindi è ragionevole pensare che la società (anche con privati) prenderà il mutuo previsto dalla legge e coprirà il 60% del costo della rata. Il restante 40% potrebbe essere accollato dall’amministrazione comunale. Ma questo è ancora un discorso prematuro».
Non è prematuro annunciare che – dice Prisco – «il nuovo Curi sarà un’occasione importante per le aziende dell’Umbria». Lasciando intendere che il Comune si è speso presso la società perché le imprese del territorio vengano valorizzate.