L’inaugurazione della mostra a cura di Luca Tomìo

PERUGIA – “Mamo Collection, che cos’è l’arte” è il titolo della mostra di “Mamo” Donnari a cura di Luca Tomìo che sarà inaugurata il prossimo 7 dicembre, alle 18, all’interno della Loggia dei Lanari e sarà visitabile fino al 21 dicembre.

Luca Tomìo è lo storico dell’arte milanese che sta riscrivendo la formazione del giovane Leonardo da Vinci alla luce del passaggio in Umbria nel 1473, scoperta effettuata due anni fa mentre preparava una mostra di Alighiero Boetti a Firenze e una grande retrospettiva a Roma sull’arte contemporanea con Achille Bonito Oliva.
Massimiliano “MaMo” Donnari è l’imprenditore che negli ultimi due anni ha intrapreso la carriera artistica rivelandosi subito come uno straordinario fenomeno di successo.
«Le loro strade – spiegano dal Comune di Perugia – si erano già incrociate per la copertina del libro su Leonardo per Morlacchi Editore ma ora, dopo due anni di studi sul Genio di Vinci molto serrati, Luca Tomìo torna ad occuparsi di arte contemporanea (finalmente! dice lui anche perché tutta l’arte è contemporanea) analizzando appunto “il fenomeno MaMo” attraverso un’analisi dell’arte come è intesa oggi».
«Nel desolante panorama dell’accademia dell’avanguardia ingenerato da un sistema che riduce l’arte a mera mercificazione di sterminati prodotti creativi, sempre più assimilabili a prodotti consumistici – scrive lo storico -, è molto curioso che MaMo, tra l’altro riscuotendo un successo di pubblico strepitoso, imbocchi proprio la strada inversa, quella dell’imprenditore che diventa artista. Come dire, invertendo l’ordine dei fattori il risultato per MaMo cambia e cambia sensibilmente, travolgendo il pubblico della sua città, e infrangendo così anche la regola del nemo profeta in patria, in una sorta di vortice energetico che straccia l’algida sterilità di tanta arte di sistema e induce me non a parlare delle sue opere, che parlano da sole, ma del ruolo alto che può avere ancora l’arte oggi, senza necessariamente doversi conformare al mero processo produttivo delle merci di consumo. Ed ecco che se la mostra nella Loggia dei Lanari serve a farsi prendere dall’energia travolgente dei mirabolanti personaggi di MaMo, una carrellata di icone travolgenti, il catalogo diventa una sorta di libro-catalogo in cui un imprenditore diventato artista e un curatore non più curatore (ormai gli artisti si curano da soli!) giocano sul filo, e senza rete, a far finta, ma in fondo ci credono davvero, che l’arte, quella vera con la A maiuscola, possa davvero ancora avere un senso».
L’ingresso alla mostra è libero.