POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Lampi sulla corsa per la segreteria regionale. Per un giorno intero si rincorrono voci su un presunto lodo Leonelli tra Verini e il pupillo Pensi per lanciare il sindaco di Narni. Ma sembrano solo segnali di una grande agitazione

di Marco Brunacci

PERUGIA – De Rebotti ce la farà? De Rebotti non ce la farà? Adesso che è in crisi, anche negli ultimissimi sondaggi, si capisce che se non ci fosse, il Pd bisognerebbe inventarlo.

Chi poteva immaginare anche solo lontanamente che potesse uscire, per la segreteria regionale del partito, una candidatura di semi-mediazione come quella di Allegria De Rebotti, impagabile sindaco di Narni, condottiero di tutte le Anci dell’Umbria, che è sì penalizzato dall’immagine un po’ da reclame del mal di denti, ma ha i suoi meriti, e soprattutto al quale è stata fatta obiettivamente la cattiveria di farlo saltar fuori dal cilindro il 2 novembre?
Sembrerebbe sia stato Marco Vinicio Guasticchi il primo ad accorgersi che c’erano dei movimenti in corso e che il suo carissimo arcinemico Giacomo Leonelli stava tentando una mossa in chiave anti-Gianpiero Bocci (la candidatura alla segreteria con il più ampio schieramento di “anime” diverse del Pd, come si è visto nell’assemblea di Ponte San Giovanni), spingendosi a chiedere a Verini di ritirare la candidatura in favore del suo seguace De Rebotti, promettendo di prodigarsi nel contempo per convincere a farsi da parte anche il giovane Pensi (il terzo candidato alla segreteria e suo braccio destro nell’ultima segreteria, in qualità di responsabile degli enti locali).

Tutte fantasie? Indiscrezioni senza fondamento? Fake news che più fake non si può, quelle contro le quali il vicepresidente della giunta regionale Paparelli ha dichiarato una sacrosanta crociata?
Magari sì, però, dentro e intorno al Pd, da ore e ore, tutti provano a immaginarsi scenari, a spiegare retroscena, a indovinare il futuro studiando il volo di De Rebotti verso la segreteria, come gli aruspici di secoli fa lo facevano guardando quello degli uccelli.
C’è chi dice – magari aggiungendo soltanto fantasia a fantasia – che il rinvio della presentazione della candidatura di Verini, da sabato a lunedì, sia dovuta alla frenetica trattativa in corso.
C’è invece chi sostiene che Verini semplicemente non si sia voluto rovinare il weekend, dato che lui comunque la sua candidatura la presenta e resta in campo. E sulla sua stessa linea trova d’accordo il Grande Stratega Umbro, con il quale – raccontano – condivide e ispira le mosse. La strategia migliore dovrebbe essere quella del presentarsi divisi alle primarie e colpire uniti, facendo in modo che Bocci non raggiunga il 50% più uno dei voti, riportando la decisione sul nuovo segretario in capo alla casbah dell’assemblea.

Mentre tutti ballano sull’orlo del precipizio delle fake, però si moltiplicano i particolari, veri o presunti. Ci saranno stati incontri tra i protagonisti della vicenda? La domenica (in corso mentre scriviamo) servirà per portare consiglio ai contendenti o invece da tutti verrà usata per un meritato riposo? Ci sarà un ultimo tentativo per portare un candidato unico di provenienza renziana per via leonelliana (Pensi) a sposarsi con quello zingarettiano per via veltroniana (Verini)?
Le ultime pressioni su Verini potrebbero fare leva sul fatto che gli rimane non molto dell’annunciato sciame di sindaci e amministratori che lo vogliono a tutti i costi alla segreteria. Al momento in organico ha il “fedele” (reduce dal salto del quaglione, da ultras di Renzi fino alla dichiarazione di amore eterno a Zingaretti) Paparelli, il solitario Todini, vedovo inconsolabile di Chiacchieroni. E poi il De Rebotti di cui si sta discutendo come poche altre volte nella sua vita politica come alternativa unitaria anti-Bocci. Ma il parlamentare veltroniano non sembra sentire ragioni: l’unità c’est moi. E nel cassetto ha sempre un documento da mostrare di iscritti entusiasti di poterlo appoggiare.
Così stando le cose, tutto potrebbe risolversi come la più classica delle tempeste nel più circoscritto dei bicchieri d’acqua. Ma la battaglia verso la segreteria regionale umbra del Pd promette sviluppi, inaspettati picchi di vivacità.