POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Aeroporto, l’assessore Chianella annuncia vie legali contro FlyVolare per recuperare soldi. Che però potrebbero aver preso il volo. E intanto nessun partner privato risponde all’appello della Marini per mettere più fondi nella Sase

di Marco Brunacci

PERUGIA – Sarà mica che alla Regione hanno soffiato sotto il naso 250 milioni di euro derivanti dalle tasse dei cittadini? 250 mila pubblici denari, consegnati da un Ente ingenuo Pinocchio a un poco attendibile gatto e una altrettanto poco attendibile volpe?
No, le risultanze al momento non lo dicono, ma i fatti sono questi: la Regione Umbria, che partecipa alla Sase, ente di gestione dell’aeroporto di Perugia, attraverso Sviluppumbria e il suo direttore Mauro Agostini, ha dato fiducia qualche mese fa a FlyVolare. Come si sa la fiducia è una cosa seria e si fa fatica a capire perché venga data così dalla Regione Umbria, senza grandi verifiche e invece con tanta (eccessiva?) disponibilità, nonostante qualche premessa non incoraggiante fosse nell’aria (è il caso di dirlo). Fatto sta che il contratto con FlyVolare è andato in stracci, ma l’assessore regionale Chianella, nella sua risposta in consiglio regionale all’ex oppositore Ricci, ora equivicino a maggioranza e minoranza, ha detto che la Regione ha recuperato di quel contratto 250 mila euro dei 500mila messi sul piatto. Per gli altri procederà per via legali, minacciando richieste di sequestri di beni e vari fuochi e fiamme giudiziari.
Da quel che si capisce dallo speech di Chianella i 250mila euro restanti sono ad altissimo rischio. L’ex oppositore, ora equivicino, è rimasto soddisfatto della risposta ma l’argomento magari un piccolo approfondimento lo avrebbe meritato. Com’è possibile – avrebbe chiesto un oppositore normale – che la Regione, attraverso Sviluppumbria, dia il suo placet a Sase per operazioni che hanno basi così fragili?

Niente, tranquilli. In questo consiglio regionale non si chiede o si chiede pochissimo o comunque si chiede con una grandissima educazione. E si accetta qualunque tipo di risposta. Carente o incongrua che sia. L’aria è ferma, stagnante. Si attende in qualche modo la fine della legislatura come fosse un’inutile agonia.
Epperò visto che è stata la presidente della Giunta regionale in persona – dopo gli ultimi rovesci contrattuali, gli ultimi arei che dovrebbero decollare e non decollano, gli ultimi schiaffi in faccia di un aeroporto-calimero che però qualche motivo per non chiudere deve trovarlo e se ne meglio destinarlo a noccioleto e puntare al contratto con la Nutella invece che Ryanair – a dire che servono subito più soldi e devono arrivare da partner privati. E dato che ha anche indicato i partner privati che devono intervenire nei signori del settore turistico alberghiero che sono direttamente interessati a tenere in piedi la struttura, si dice al popolo umbro qui riunito perché nessuno muove una paglia?