POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | «Servono altri partner e più contributi». Poi sull’incontro chiesto dal sindacato: «Ci vediamo spesso, sull’economia sono imprecisi». E la ricostruzione: «Ritardi? Abbiamo posto basi solide per arrivare presto e bene alla meta»

di Marco Brunacci

PERUGIA – Catiuscia Marini batte un colpo sull’aeroporto ed è una stoccata. Elenca: «Per l’aeroporto servono soldi. La Regione attraverso Sviluppumbria mette un milione all’anno, la Fondazione Cassa di risparmio altrettanto, la Camera di commercio, che è il primo azionista della Sase, finora ha messo la stessa cifra ma probabilmente è l’ultima volta perchè non potrà mantenere il livello di questo contributo».

E allora servono partner privati, come ovvio. Uno o più. E la governatrice dell’Umbria si è fatta un’idea precisa: «Qui deve scendere in campo soprattutto chi è più interessato al funzionamento dell’aeroporto, quindi ci aspettiamo che il settore turistico alberghiero faccia la sua parte».
Nella conversazione la presidente Marini spiega – rispondendo dalla rubrica Time out di Tef alle obiezioni avanzate dal segretario regionale della Cgil, Sgalla, nella stessa rubrica, sulle scelte economiche della Regione – che «con il sindacato la Regione si vede continuamente ed è apertissima al confronto. Possiamo parlare in ogni momento, ma alcune osservazioni del sindacato non rispondono alla realtà». Quali? «Si dice che noi diamo le risorse per bandi, quando una parte di grande rilievo già adesso viene erogata allo sportello». E poi: «Tutto si può fare meglio e per crescita e lavoro si deve operare per migliorarsi continuamente, ma noi stiamo lavorando su obiettivi possibili, tenendo conto del contesto nazionale”»
L’ultimo rilievo sulla ricostruzione post sisma: «Le critiche sulla lentezza della ricostruzione? Indubbiamente va detto che ci sono tali e tanti adempimenti burocratici che ritardi ci possono essere stati, in più i Governi nazionali sia il Governo Renzi che quello Conte, hanno messo in atto politiche che sono il contrario di quello che serve, e cioè rivolgersi e lasciar operare chi è sul territorio, sindaci prima di tutto, ma anche i governatori. Ma l’Umbria ha posto in essere attività tali che sono sicuramente una base solida per giungere presto e bene alla meta».