POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | La bomba dell’ex sottosegretario agli Interni: «Un documento sulla Riorganizzazione delle questure relega Perugia nella fascia B e promuove 4 città del nord in fascia A. Tutti, superando le divisioni, devono mobilitarsi». Niente soldi anche per la sicurezza nelle scuole

di Marco Brunacci

PERUGIA – «Sicurezza, Perugia sta per essere retrocessa. È necessario che tutti i parlamentari, indipendentemente dalla casacca che indossano, e gli amministratori locali uniscano gli sforzi per evitare che il progetto si concretizzi. Sarebbe una vera iattura per Perugia e l’Umbria».

La denuncia è clamorosa perché arriva da Gianpiero Bocci, politico misurato, che è, si, fresco candidato alla segreteria regionale Pd, ma che è stato per tre volte sottosegretario aglio Interni nei Governi di centrosinistra che hanno preceduto quello gialloverde, ed è quindi figura istituzionale oltre che tra i massimi conoscitori della “macchina” del Ministero e delle sue più recondite dinamiche.
Bocci ha scelto le telecamere di Tefchannel per mostrare per la prima volta un documento riservato che sta per essere proposto ai sindacati di categoria, che ha come intestazione “Riorganizzazione delle articolazioni periferiche della Pubblica sicurezza”. Che cosa c’è scritto di tanto preoccupante? «Che Perugia diventa una questura di secondo livello. Finora era di primo livello. Al posto di Perugia salgono dal secondo gradino al primo ben 4 città del nord: Brescia, Bergamo, Padova, Verona. Vorrà dire qualcosa la presenza della Lega al Governo?». E Bocci rincara: «Ci sono effetti a catena da questa retrocessione. Questo significa meno mezzi, meno uomini, meno possibilità di realizzare strategie efficaci in una realtà complessa come poche. E i venti agenti in arrivo, che in realtà non bilanciano neppure i pensionamenti, fanno davvero sorridere».
Non c’è solo questo nella retrocessione dell’Umbria. «Lo sapete – prosegue Bocci – che il Governo Gentiloni ha lasciato un fondo per la sicurezza nelle scuole, che permette di attrezzarle con telecamere e dispositivi per evitare o prevenire reati, con una dotazione di 55 milioni, e che se la spartiranno parecchie province, ma dalla quale vengono escluse sia Perugia che Terni?».
E Bocci conclude ripetendo l’appello: «Non è una battaglia di questo contro quello, qui abbiamo un territorio che rischia molto per una scelta sbagliata del governo centrale. Tutti devono fare responsabilmente la loro parte e devono farla subito perché i tempi sono strettissimi».