La stessa notte in poco tempo una seconda viene picchiata e derubata. A incastrare l’uomo un particolare tatuaggio sul collo: «la prova regina» per gli inquirenti

PERUGIA – Quarantaquattro anni, italiano, un lavoro regolare. Praticamente un insospettabile. Eppure, per la polizia, sarebbe proprio lui ad aver picchiato e derubato due giovani ventenni l’altra notte: violentandone una e terrorizzando l’altra, in poco tempo e nello stesso quartiere della città. L’uomo, con precedenti ma non specifici, accusato di rapina aggravata e violenza sessuale, avrebbe già ammesso parte dei fatti che gli investigatori della squadra mobile gli contestano.

A incastrarlo, la descrizione resa da almeno una delle sue vittime ai poliziotti. E un «particolare tatuaggio sul collo» che gli inquirenti definiscono senza mezzi termini «la prova regina» della sua colpevolezza. A far scattare le indagini è stata una richiesta di intervento arrivata al 113 dall’ospedale di Perugia, dove si era presentata una prostituta 22enne riferendo di aver appena subito una violenza sessuale.

La poveretta sarebbe stata avvicinata in un quartiere periferico della città da uno sconosciuto che, fingendosi un cliente, dopo essersi appartato con lei in un luogo isolato, l’avrebbe violentava, picchiata e derubata del denaro che aveva con sé. Più o meno quanto riferito poco dopo in una seconda telefonata al 113 da un’altra prostituta, appena ventenne, che con la scusa di richiedere una prestazione sessuale, sarebbe stata a sua volta picchiata e derubata.

Dalla stessa mano, per gli inquirenti, che grazie alle immagini delle telecamere puntate sulle vie della zona in poco tempo hanno stretto il cerchio intorno al 44enne, ora in stato di fermo, a Capanne, a disposizione dell’autorità giudiziaria.