Ha 101 anni e non si perde né raccolta né spremitura

di Gino Goti

PERUGIA – Anche quest’anno, pur con i suoi 101 anni, donna Lidia, la frantoiana più “anziana” d’Italia e forse del mondo ha voluto assaggiare per prima l’olio della “prima spremitura” per gustarne il sapore, chiedendo al figlio Gianni e alla nuora Giuliana l’andamento della raccolta delle olive e la resa.

Per anni, dopo la scomparsa del marito e prima che prendesse le redini del frantoio il figlio Gianni, è stata lei a guidare la cura degli oliveti di proprietà, la raccolta delle olive, la spremitura e la commercializzazione del prezioso oro verde. E anche quest’anno è rimasta soddisfatta dell’assaggio e della raccolta nonché del risultato emerso dagli assaggiatori del Gambero Rosso che hanno dato all’olio prodotto nella scorsa stagione olearia dal suo figlio Gianni Batta la palma del “migliore olio biologico italiano”. Una soddisfazione che si aggiunge alla conferma ai vertici mondiali su FLOS OLEI la prestigiosa e qualificata guida al mondo degli oli extravergine. Una guida che considera sì la qualità dell’olio prodotto ma tiene anche in considerazione l’ecosostenibilità di un’azienda che opera seguendo modelli ecologisti nel quadro di uno sviluppo sostenibile, che mostra particolare amore per la propria attività, che ha ottenuto la certificazione di Denominazione di Origine, che cura biologicamente gli olivi e il terreno su cui sorgono evitando trattamenti dannosi e inquinanti sia per le piante che per le persone. Marco Oreggia, autore con Laura Marinelli di Flos Olei, segue costantemente, insieme con i suoi tecnici, la veridicità di queste caratteristiche assegnando dei punteggi: solo dodici aziende al mondo hanno ottenuto 99/100, in Umbria l’unica è Viola, seguita dal frantoio Giovanni Batta, attestato da anni alla prestigiosa quota di 97/100, a premiare la serietà, la costanza, le attenzioni, la professionalità per ottenere “qualità” investendo nella tecnologia del nuovo frantoio e nella scrupolosa tenuta dei suoi oliveti. Per questa coltivazione biologica e sempre attenta a mantenere l’ambiente non inquinato Slow Food più volte ha assegnato al Frantoio Batta il riconoscimento della “chiocciola”: “per il modo in cui interpreta valori (organolettici, territoriali e ambientali) in sintonia con la filosofia dell’Associazione.

C’è anche da attribuire agli oliveti “Batta” il merito di dare un aspetto gradevole al territorio attorno a via San Girolamo per chi sale a Perugia: il territorio olivato è una delle caratteristiche tipiche dell’Umbria sempre menzionato nei messaggi di promozione ambientale, turistica, culturale ed economica della nostra regione.
Quest’anno tutti i frantoi hanno anticipato l’apertura e la molitura delle olive seguendo sia l’andamento stagionale ma anche l’esempio del frantoio Gaudenzi di Pigge, tra Trevi e Campello, che da anni produce l’olio “Quinta luna” con olive raccolte già a fine settembre.
Il “primo olio” è quello che magari “rende” meno, ma senza dubbio è il più profumato e gustoso al sapore. Così le varie aziende, da quelle più piccole come Settimi a Colle del Cardinale a quelle più grandi come Marfuga, Viola, Ranchino, Il Fattore, Bacci, Monini, Batta, Oleificio di Trevi, Clarici, Farchioni hanno aperto le porte agli assaggiatori, ai clienti, ai curiosi, agli amanti del prezioso condimento e alimento per far “sentire” il sapore della nuova produzione.
Da quest’anno il Frantoio Batta ha identificato il suo olio come “olio etrusco” essendo i suoi oliveti proprio a ridosso del territorio dell’Ipogeo dei Volumni e della Necropoli del Palazzone lungo via San Girolamo la strada che da Ponte San Giovanni conduce a Perugia.
Oliveti antichi, preziosi e sicuri risalendo alla sapiente opera dei Benedettini di San Pietro da cui il nonno di Giovanni acquistò terreni e oliveti.