I giuristi di Perugia al convegno di Cardiochirurgia

ROMA – Giuristi e personale sanitario dell’Azienda Ospedaliera di Perugia sono stati protagonisti nella prima giornata del XXIX congresso internazionale di cardiochirurgia in svolgimento nel centro congressi Ergife di Roma, che ha visto la presenza di 350 cardiochirurghi e 150 infermieri di sala operatoria.

In entrambe le relazioni dei due esperti è stata ribadita la necessità di calarsi sempre più e sempre meglio nelle normative delle nuove leggi che regolamentano l’attività medica e delle equipe delle professioni sanitarie, non solo per evitare procedimenti penali, quanto per favorire lo sviluppo di una migliore dinamica di conoscenze di due mondi che spesso si trovano su posizioni conflittuali.
Il procuratore generale della Corte di appello di Ancona Sergio Sottani è intervenuto sull’evoluzione normativa che disciplina la complessa materia dell’arte medica. «Le leggi prendono in considerazione l’appropriatezza delle linee guida per offrire le cure migliori, e non la guarigione – ha sottolineato Sottani nella sua relazione . Partendo da questa considerazione il cittadino-utente ha l’obbligo di inquadrare le sue legittime aspettative. Proprio nello scorso mese di febbraio – ha aggiunto Sottani – con un decreto legge sono stati fissati dei punti fermi a proposito della validità delle linee guida».
Sottani, come riferisce una nota dell’ufficio stampa del Santa Maria della Misericordia, ha anche voluto ricordare come il «contenzioso sia in crescita e pertanto ne consegue la necessità di svolgere un’azione di prevenzione per abbassarlo favorendo una conoscenza consapevole e una maggiore integrazione del mondo giuridico con quello sanitario. Dello stesso avviso del magistrato l’avvocato penalista Claudio Cimato che ha sviluppato una relazione riguardante la nuova legge sul testamento biologico e sul consenso informato, soffermandosi sulla necessità di rafforzare l’alleanza tra personale sanitario e paziente-familiari. «Per abbassare il contenzioso e porre un argine alla medicina difensiva quella strategia purtroppo attuata anche a scapito della salute del cittadino – ha ribadito Cimato – la sola strada da perseguire è quella di rafforzare sempre più l’intesa tra personale sanitario, paziente o familiari. Il consenso informato non è un atto burocratico che si può inquadrare nella sottoscrizione di un semplice modulo, ma obbliga ad incrementare la cultura della comunicazione. La legge indica esplicitamente che il tempo dedicato dall’equipe sanitaria al paziente fa parte della terapia stessa».
La sessione dei due giuristi, cui è seguito un lungo dibattito con personale infermieristico proveniente dai principali centri italiani di cardiochirurgia, è stato moderato dalla strumentista di cardiochirurgia Marta Pastorelli dell’Azienda ospedaliera di Perugia, che insieme alla collega strumentista Beatrice Pannacci è stata eletta nel direttivo dell’associazione scientifica Sicch Nursing.