Residente a Perugia ma da poco trasferito a Brescia dove predicava in un centro islamico della zona

PERUGIA – Espulso dal territorio nazionale l’imam della moschea di Ponte Felcino, a Perugia. Il provvedimento, emesso dal ministero dell’Interno ed eseguito ieri dalla questura del capoluogo umbro, è stato adottato per «motivi di prevenzione del terrorismo».

La decisione di rimpatriare l’egiziano, 36 anni, residente a Perugia ma da poco domiciliato a Brescia, è stata presa sulla scorta delle attività infoinvestigative svolte dalla Digos e coordinate dalla locale procura. Nella fattispecie, le ragioni dell’espulsione sarebbero da rintracciare nell’articolo 3 della legge 155/2005 che prevede, appunto, la possibilità di espellere lo straniero «nei cui confronti vi sono fondati motivi di ritenere che la sua permanenza nel territorio dello Stato possa in qualsiasi modo agevolare organizzazioni o attività terroristiche, anche internazionali».

L’uomo è stato rintracciato in provincia di Brescia, dove era ospitato per svolgere temporaneamente funzioni di imam in un centro islamico della zona. Sono stati agenti delle Digos di Perugia, Brescia e Milano a rintracciarlo e, al termine degli adempimenti di legge, ad accompagnato allo scalo aereo di Milano-Malpensa per il rimpatrio con un volo diretto a Il Cairo.