POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Il Governo chiede che per i Centri per l’impiego (fondamentali per il Reddito di cittadinanza) si torni al modello lombardo, quindi in capo alle Province. In Umbria sarà un pasticcio

di Marco Brunacci

PERUGIA – Ma ve lo immaginate? Proprio adesso che l’Agenzia del lavoro della Regione, fortemente voluta da una parte della Giunta (almeno due assessori, ma soprattutto uno), è lì che decolla, senza dirigenti nuovi ma solo perché presto arriveranno le progressioni orizzontali, verticale e pure quelle oblique, il Governo scrive nella bozza di Finanziaria che cambia tutto.

Che cosa in particolare? I fondamentali – per l’erogazione del Reddito di cittadinanza, onore e vanto della proposta politica del Movimento Cinquestelle accettato o inghiottito, a seconda dei personaggi, dalla Lega – Centri per l’impiego che dovranno funzionare con il modello lombardo, quindi dovranno tornare in tempi rapidissimi in capo alle Province e non più alla Regione.
Per l’Umbria, che tanto si è prodigata per una delle riforme meno necessarie degli ultimi anni, adesso è un guaio.
Per il momento si mette tutto in stand by, poi si comincia a spiegare a quelli che speravano e aspiravano che, probabilmente, speranze e aspirazioni vanno a farsi benedire.
Per riportare tutto come era qualche mese fa non sarà comunque facile. Aggravi di spesa sul conto della Regione finiranno (si accettano scommesse) per esserci. E le Province spenderanno per riprendersi l’intero baraccone. A dimostrazione che nelle riforme nazionali c’è un fil rouge che le lega tutte: si parte per risparmiare (o razionalizzare come dicono i più raffinati) e si finisce per spendere di più, col servizio che resta di solito nel limbo del “nessuno mi può giudicare”. Neppure voi.