Notato a cedere cocaina a clienti perugini, addosso aveva più di mille euro: l’operazione dei carabinieri. E a San Giustino finisce in carcere un uomo espulso due anni fa

PERUGIA – Uno spacciatore e uno straniero espulso dall’Italia ma notato a girare per l’alta valle del Tevere. Sono le due persone arrestate dai carabinieri di Perugia e Città di Castello in due distinte operazioni nell’ambito dell’impegno dell’Arma al contrasto della microcriminalità.

A Perugia, i militari dell’Aliquota operativa del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia, dopo un prolungato e itinerante servizio di osservazione, controllo e pedinamento, hanno arrestato, in flagranza di reato, un diciottenne albanese, responsabile del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Dopo diverse segnalazioni dell’attività di spaccio nella zona di Centova e una lunga osservazione del sospettato, i carabinieri hanno potuto constatare come il giovane fosse solito avvicinare, nella zona di via Centova persone – note come assuntori – che dopo aver parlato con lui si allontanavano in tutta fretta con fare guardingo.
Nella serata del 12 ottobre è scattato il blitz dei carabinieri che, dopo aver individuato il covo del 18enne e monitorato i suoi movimenti, l’hanno sorpreso a bordo di un’auto mentre cedeva una dose di stupefacente, del peso di circa un grammo, a un uomo perugino.
Da qui, la perquisizione personale, domiciliare e veicolare che ha consentito di rinvenire e sequestrare 21 involucri termosaldati contenenti 11 grammi circa di cocaina, nonché la somma di 1.190 euro, ritenuta provento dell’attività illecita, e un telefono cellulare.
Al termine delle formalità di rito, il giovane arrestato è stato portato nel carcere di  Capanne, mentre l’assuntore è stato segnalato amministrativamente alla locale prefettura.

A San Giustino, invece, i militari della locale Stazione dei carabinieri, insieme a quelli del Nucleo operativo della Compagnia di Città di Castello, hanno arrestato un albanese 33enne senza fissa dimora. L’uomo, che era stato già espulso dal territorio nazionale nell’agosto del 2016, è stato notato nuovamente aggirarsi nell’alta valle del Tevere e, dopo qualche giorno di indagini e appostamenti, è stato rintracciato nel comune di San Giustino. Il cittadino albanese, sul quale pendeva un ordine di carcerazione per i reati di detenzione di armi e di spaccio di sostanze stupefacenti, è stato portato nel carcere di Capanne a disposizione dell’autorità giudiziaria.