POLE POLITIK | Candidato sindaco a Perugia dall’ala sinistra del partito, con qualche perplessità nella coalizione. Adesso spazio, nelle altre città e a livello regionale, ad ala moderata e minnitiana

di Marco Brunacci

PERUGIA – La marcia trionfale di Giuliano Giubilei, programmata col metronomo nei modi e nei tempi, secondo i più raffinati riti della prima ma soprattutto della seconda Repubblica e che forse saranno buoni anche per la Terza di Repubblica, più sciamannata delle precedenti, ha raggiunto il livello della segreteria comunale. Il sommo sacerdote e segretario dell’Unione comunale Polidori ha officiato il rito dell'”investitura da presentare alla coalizione” che ha sempre un suo antico fascino, anche s eil Pd fosse davvero al 18%.

I mal di pancia interni restano tutti quanti in verità, ma la soluzione “esterna” evita che si scada nei contorcimenti. Tanto più che dovrebbe essere ragionevole pensare che il via libera per la sinistra-centro, dello zingarettiano Giubilei (via Veltroni) può significare il riconoscimento di una leadership compensativa per l’ala più moderata del Pd. In altre città come a livello regionale.

La compensazione è indispensabile per non accreditare nel Pd umbro una vittoria dello sfidante alla segreteria nazionale Zingaretti, prima che scenda in campo il favorito Minniti. E anche nel caso che a Renzi venga bene di rinviare il congresso a dopo le Europee per fatti gravi inerenti al situazione italiana, con Martina surgelato in versione ecumenica, anche in questo caso non si potrebbe lasciare via libera, senza compensazione, al presidente in carica della Regione Lazio.

Sarebbe troppo anche per il geniale stratega Valentino Valentini, che ispira le mosse di Zingaretti dalla torretta di palazzo Donini, ancora nella sua qualità di consigliere politico ufficiale della renziana (per via Orfini) presidente Marini. Un caso di felice doppiezza togliattiana.

Per chi si fosse già perso tra gli incroci (e le relative lotte interne) del Pd, che ragiona ancora come fosse padre e padrone dei destini di questa regione ormai leghista al (30% dando per buono l’ultimo sondaggio sull’Umbria), ecco un ultimo sguardo sulla coalizione che dovrebbe portare Giubilei a palazzo dei Priori, sempre contando su una batosta dei cinquestelle che dovrebbero finire al terzo posto al primo turno. A sinistra di Giubilei si è già defilata Prc, lo farà anche Sinistra italiana. Resta invece di sicuro l’altro pezzo di Liberi e uguali che è Articolo 1-Mdp. I radicali vedranno un po’, i socialisti di Rometti ci stanno, Monni e i suoi anche. Anima civica dibatterà ma dovrebbe essere solo per far cadere un po’ più dall’alto la scelta, vista la sapienza antica dei suoi componenti, tutti uomini di sinistra, magari un po’ in là con gli anni, ma tutto col migliore “pedigree” di sinistra. E che sarebbero al momento l’unica foglia di fico civica dello schieramento giubileiano. In attesa di novità dell’ultim’ora.

C’è per la verità, intorno e dentro il Pd, un po’ di esponenti presi in contropiede dalla millimetrica potenza di fuoco della campagna che ha portato, in tempi record, alla nascita e al trionfo della candidatura Giubilei e si trovano nella condizione descritta da un noto film molto conosciuto nei cinema d’essai della sinistra anni Settanta: “Artisti sotto la tenda, perplessi”. Non sono molti e – occhio e croce – sono destinati a restare, oltre che perplessi, anche solitari.