POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Mentre sembra avvicinarsi l’investitura, chi aveva benedetto la candidatura (Anima civica) è tentata dal tornare a Cernicchi, i radicali vogliono discutere e Prc non ci sta. E Polinori fa crescere i dissensi

di Marco Brunacci

PERUGIA – C’è un profumo di grandeur irrimediabilmente tramontata ma sempre di fascino straordinario in questa ritrosia del candidato a sindaco di Perugia, Giuliano Giubilei, ad accettare la candidatura, attendendo che sia condivisa da tutte le anime di un partito (il Pd), una volta potente, determinante per sé e per gli altri in ogni equilibrio di potere umbro, e oggi tenuto insieme con il nastro adesivo perché non finisca in mille pezzi.

Una nobiltà dell’anima che stringe il cuore e un po’ fa sospirare pensando ai populisti che vincono in ogni dove a suon di vaffa e petti villosi al vento. Il miglior galateo del centrosinistra quando era potente passava per una riunione di coalizione che doveva dare la sua benedizione a candidature principali in cambio di intese su poltrone e, come si diceva una volta, programmi. C’è stata anche questa. Tutto come un tempo. Mancavano solo Marcel Proust e le sue madeleine. Uno strazio.
Per farla breve e non morire di singhiozzi: Giubilei non ha l’unanimità all’interno del partito, perché ha incassato in più, rispetto all’inizio, al momento solo l’entusiasmo dell’ultima seguace della Marini del mondo intero – da quando anche il suo consigliere politico Valentini, l’ha lasciata per Zingaretti – la Carla Casciari fu dipietrista. Chianella a sinistra si agita. Non solo: più il prestigioso Polinori, segretario comunale, si muove e più iscritti (dei non molti rimasti) trovano l’idea nostalgica.
Ma il meglio del risultato sulla candidatura “unitaria” di Giubilei, in queste ore febbrili, è stata colta con la coalizione che Giubilei dovrebbe impalmare. La sua candidatura arriva da sinistra via Zingaretti, passando per Veltroni. Evoca più i tempi del Pds più che quelli del Pd, ma il primo a bocciare senza appello è Prc (esiste ancora). L’entusiasmo di Liberi e Uguali non è condiviso. Non solo: c’è anche un mini-giallo dei comunicati stampa. I radicali, dati in una nota ufficiale come testimoni di nozze della candidatura Giubilei, hanno stoppato tutto. Fermi, ne riparliamo.

Il colmo politico però è stato raggiunto con Anima civica, gruppo che finora ha agito ai confini della clandestinità, e che adesso è diventato il player del nuovo candidato sindaco a Perugia. Le pantere grigie – gloria e giusto vanto dell’associazione – i sessanta-settantenni con trascorsi di sinistra dop più dell’olio di Trevi, che sembravano apprezzare Giubilei hanno chiesto adesso di riflettere. C’è che preferiva Cernicchi candidato e lo ha fatto di nuovo presente. Se Anima civica si sfila, il castello degli shangai rischia di finire distribuito su tutto il tavolo. Ci vorrà pazienza rimetterlo insieme.

La forza elettorale della candidatura Giubilei – la possibilità di far fronte comune con i cinquestelle contro leghisti e Romizi in caso di ballottaggio – potrebbe trasformarsi in un limite. In che modo? Se gli elettori ragionano che votando direttamente cinquestelle almeno si liberano delle vecchie clientele e si ritagliano spazio per adepti nuovi, potrebbero felicemente far giungere al terzo posto (visti anche i sondaggi nazionali) l’agglomerato di sinistra-centro, mandando i cinquestelle al ballottaggio.
In compenso così facendo si lasciano scoperti spazi al centro, che finirebbero per costringere elettori moderati (anche illustri) alla dura scelta tra “mangiare la minestra” leghista-romiziana o “saltare la finestra” nelle braccia di un nuovo frontismo alla perugina (sinistra-centro più grillini).
Comunque, valutazioni a parte, la candidatura Giubilei è sicuramente molto avanti, ma da oggi difficilmente sarà così ecumenica come è stata presentata in un primo momento.