Perugia, dopo il restauro in mostra duecento opere di artisti dal 1400 al 1900. Un polo d’attrazione tutto da scoprire

PERUGIA – Duecento opere in più: palazzo Baldeschi dà (nuovo) spazio all’arte dopo i lavori di restauro al suo terzo e quarto piano. Due nuovi piani per ospitare prestigiosissimi capolavori artistici da condividere con la città di Perugia e con i suoi visitatori, per offrire uno spazio multidisciplinare e un polo di attrazione in cui l’arte, nelle sue varie forme, è protagonista assoluta.

Questo il disegno che ha dato vita all’allestimento delle sale al terzo e al quarto piano visitabili da mercoledì 31 ottobre nello storico immobile di proprietà della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia già adibito a sede espositiva.
Come evidenziato dal segretario generale Fabrizio Stazi nel corso dell’inaugurazione, «dopo accurati interventi di restauro il terzo e il quarto piano ospitano la storica collezione di opere d’arte della Fondazione che, compresi i vari lasciti che hanno impreziosito la raccolta negli anni, si compone di oltre 200 opere tra dipinti, sculture e disegni eseguiti da artisti umbri o che comunque in Umbria hanno operato».
Spaziando dal 1400 al 1900 il nuovo allestimento, curato dall’architetto Carlo Salucci e dal professor Francesco Federico Mancini, propone un percorso in cui i vari artisti sono accorpati per nuclei tematici omogenei, «tenendo conto – come spiega lo stesso prof. Mancini – delle scuole che in Umbria hanno avuto maggiore importanza: la scuola perugina, di cui sono espressione grandi artisti come Perugino e Pinturicchio; la scuola folignate, di cui Niccolò di Liberatore, detto l’Alunno, fu figura di spicco; il comprensorio gualdese con Matteo da Gualdo; il versante umbro-toscano con Signorelli e l’area della Valnerina con Nicola di Ulisse da Siena».

Questi, insieme a tanti altri artisti, vanno a completare in via definitiva il nucleo di esposizioni permanenti dello storico immobile, dove al secondo piano era già esposta la Raccolta di maioliche Rinascimentali – per qualità e rarità dei pezzi che la compongono una delle più importanti collezioni di ceramica al mondo – e dove a dicembre 2015 è stata aperta al pubblico la Collezione Alessandro Marabottini, l’importante lascito dello studioso fiorentino alla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia che si compone di circa 800 opere comprese in prevalenza tra il XVI e il XX secolo. Il primo piano del palazzo, lo splendido Piano Nobile, resterà la sede delle mostre temporanee organizzate dalla Fondazione CariPerugia Arte l’ultima delle quali, “Da Raffaello a Canova, da Valadier a Balla”, ha portato a Perugia circa cento opere dell’Accademia Nazionale di San Luca di Roma.
Come spiegato dall’architetto Salucci, «fin dai primi interventi si è operato per restituire al pregevole complesso immobiliare, la sua dignità di Palazzo nobiliare mediante un insieme di interventi che, attraverso demolizioni di partizioni legate all’uso che fino ad allora se ne era fatto, hanno restituito, per quanto possibile, l’originaria geometria alle varie stanze. Questo atteggiamento ha consentito una percezione spaziale completamente diversa e ci permette di godere pienamente delle opere esposte». «Con questo ultimo stralcio abbiamo portato a compimento i lavori di restauro dell’immobile. Possiamo immaginare palazzo Baldeschi – ha detto il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, Giampiero Bianconi – come un ponte tra passato e futuro, come un Polo museale dove il variegato patrimonio artistico della Fondazione ha trovato una ulteriore valorizzazione attraverso un progetto scientifico curato in ogni più piccolo particolare. La riqualificazione degli spazi ci permette di offrire ai turisti, ai cittadini e agli studenti nuove opportunità per la fruizione di un museo che, attraverso la valorizzazione della storia, dell’arte e della cultura del territorio, vuole porsi come un contenitore culturale di richiamo nazionale».

«Siamo orgogliosi – ha detto il presidente onorario Carlo Colaiacovo – di mettere a disposizione della città e dei visitatori un patrimonio artistico che intendiamo promuovere con le varie iniziative che di volta in volta saremo in grado di realizzare, così da fare dei nostri spazi espositivi uno degli elementi di attrazione per Perugia».
Al terzo piano dei nuovi spazi è stato allestito un nucleo espositivo di cui è protagonista il paesaggio in tutte le sue declinazioni sei-settecentesche, privilegiando il contesto umbro. Troviamo opere di Francesco Allegrini, Pietro Montanini, Alessio De Marchis, Giacinto Boccanera e le nature morte di Nicola Giuli.
La Grande sala è invece dedicata alle Pale d’altare manieristiche, con dipinti di grandi dimensioni realizzati da Ippolito Borghesi, Giovanni Baglione, Federico Zuccari e Cristoforo Roncalli, detto il Pomarancio.
Una sezione monografica è riservata a Gian Domenico Cerrini detto il Cavalier Perugino, pittore a cavallo tra classicismo e barocco, protagonista del Seicento umbro e attivo sia a Firenze che a Roma. Il consistente nucleo di opere esposte, già oggetto di una mostra realizzata dalla Fondazione nel 2005, documentano l’attività giovanile del Cerrini, il periodo fiorentino presso la corte medicea e il prolifico periodo romano durante il quale intrattenne rapporti con le più importanti famiglie nobiliari.
Una sala è dedicata interamente al Francescanesimo, con dipinti raffiguranti il santo di Assisi provenienti da diverse scuole italiane. Tra questi, di particolare interesse è una piccola tavoletta attribuita a Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino, raffigurante San Francesco.
Raccoglie tutti i dipinti più preziosi della Fondazione l’ampio spazio che ha come protagonista il Rinascimento Umbro, con pregevoli opere di Perugino, Pintoricchio, Signorelli, Matteo da Gualdo e Niccolò di Liberatore, detto l’Alunno.
All’arte contemporanea sono dedicati parte del terzo e l’intero quarto piano. Al terzo piano sono state collocate le opere del lascito dell’artista umbra Maria Pistone e quelle acquisite dalla Fondazione di Gerardo Dottori, il pittore perugino che è stato tra i massimi interpreti del Futurismo e maestro dell’aeropittura e che, attraverso la sua opera, ha raffigurato l’armonia del paesaggio umbro; al quarto piano sono state esposte le opere di altri lasciti fatti alla Fondazione da artisti rappresentativi del contesto umbro anche su scala nazionale: Giorgio Maddoli, Antonio Ranocchia e Gustavo Benucci.