Trattamento a domicilio e dati clinici del paziente subito sul tablet del nefrologo: prima struttura sanitaria in Umbria ad attivare il servizio

SPOLETO – Nuove frontiere della medicina. Importanti innovazioni, tese a potenziare la dialisi domiciliare intesa sia come dialisi peritoneale che come emodialisi, con indubbi benefici per i pazienti in cura, sono state apportare nella struttura di Nefrologia e Dialisi del “S. Matteo degli Infermi” di Spoleto grazie all’elevata professionalità del personale sanitario e all’utilizzo di moderne tecnologie.

Telemedicina. Prima in Umbria, la struttura spoletina ha adottato un sistema per effettuare la dialisi peritoneale automatizzata (APD) che permette l’effettuazione del trattamento a domicilio e grazie ad una piattaforma web mette a disposizione del nefrologo da remoto, mediante normali pc, tablet o smartphone, i dati clinici del paziente. I vantaggi per medico e paziente sono dimostrati da recenti studi scientifici.

«Questo dispositivo domiciliare, grazie alla comunicazione con la piattaforma di connettività su web Sharesource – spiega la dr.ssa Paola Vittoria Santirosi, responsabile della UOS di Nefrologia e Dialisi dell’ospedale di Spoleto – consente allo specialista di accedere alle informazioni sui trattamenti eseguiti a casa dal paziente direttamente dal pc del centro dialisi, da un tablet o da uno smartphone. Il nefrologo può quindi monitorare l’evoluzione della terapia in qualsiasi momento della giornata e verificare in modo più tempestivo l’eventuale verificarsi di anomalie cliniche significative».

Grazie al nuovo sistema, il paziente può sentire maggiore fiducia nell’eseguire il trattamento peritoneale domiciliare, potendolo preferire alla terapia emodialitica ospedaliera tre volte a settimana. I primi dati evidenziano un approccio alle cure maggiormente proattivo da parte del nefrologo, potenziale risparmio di risorse sanitarie e una maggiore confidenza del paziente. «Grazie ai dati tempestivi e accurati e alla capacità di modificare il programma del dispositivo da remoto – prosegue la dr.ssa Santirosi – la piattaforma web può aiutare a innalzare gli standard di cura al paziente. Il medico può consultare e valutare un quadro di sintesi dei recenti trattamenti di tutti i propri pazienti e consente di verificare rapidamente quali pazienti necessitino di attenzione e quali stiano dializzando adeguatamente».

Il centro dialisi può quindi impostare avvisi personalizzati per la notifica automatica di situazioni specifiche o di eventi che si verificano nel corso del trattamento. In recenti studi, il monitoraggio da remoto di pazienti cronici ha prodotto numerosi benefici rispetto a quelli in trattamento standard. Alcuni di essi comprendevano una riduzione di ospedalizzazioni e costi, di spostamenti e tempi di attesa con, al tempo stesso, un miglioramento della qualità delle cure e della soddisfazione del paziente.

Inoltre, i pazienti in dialisi che utilizzano sistemi di telemedicina con monitoraggio da remoto hanno dimostrato miglioramenti clinici, con una riduzione delle visite ospedaliere e accessi in pronto soccorso, minori costi e una qualità di vita percepita più elevata.

Cure domiciliari. Come detto, la mission della struttura di Spoleto diretta dalla dr.ssa Santirosi è di promuovere un sostanziale potenziamento delle cure domiciliari. Attualmente sono in terapia dialitica domiciliare i primi nove pazienti, afferenti anche dai territori di Amelia e di Orvieto, grazie alla terapia automatizzata con macchina Baxter Home Choice che viene eseguita dagli infermieri dell’Adi (Assistenza domiciliare integrata) addestrati alla tecnica dialitica. Si riscontrano notevoli vantaggi per i pazienti, spesso con scarsa autonomia ed affetti da patologie croniche, dal miglioramento delle condizioni cliniche generali all’ottimale controllo della malattia uremica grazie al conforto della terapia eseguita a domicilio oltre ad un risparmio di risorse (circa il 50% rispetto al trattamento eseguito in ospedale).

Terapie conservative e gestione predialitica. «La notevole attività ambulatoriale nefrologica, che in questi mesi è stata notevolmente incrementata – spiega ancora la dr.ssa Santirosi – ha permesso inoltre la riduzione di nuovi ingressi in dialisi con miglioramento della gestione predialitica e della terapia conservativa». È infine prevista una implementazione della dotazione strumentale.