POLE POLITIK | Corsa a sindaco a Perugia, il Pd parte con proposte da sinistra, con l’ex assessore di Boccali e l’anchorman zingarettiano della mai abbastanza rimpianta Telekabul. Il primo cittadino uscente (per ora) festeggia

di Marco Brunacci

PERUGIA – Corsa a sindaco di Perugia. Si anima. La novità è che la sinistra è tornata in campo. Ben inteso: quella dei colletti bianchi, niente a che vedere con le istanze fatalmente un po’ plebee dei vari Potere al popolo (ma anche Marx non apprezzava il sottoproletariato, al fondo infido e capace di votare per Cinquestelle o Lega).

Così l’iniziativa a Perugia è partita dall’ala di sinistra-centro. La richiesta di candidatura ad Andrea Cernicchi è arrivata dagli stessi ambienti che ora sembrano intenzionati a far rotta su Giuliano Giubilei, con una lodevole sapienza nella comunicazione, nel dosaggio dei tempi e nell’uso delle sigle (Anima civica). Cernicchi è stato tradito dal carattere dell’indeciso a tutto, “vorrei ma non potrei, potrei ma non vorrei”. E’ vero che il suo passato di assessore nella giunta Boccali non lo avrebbe aiutato, ma un’Anima civica non la si nega a nessuno. Bastava essere un po’ più risoluti. Un ritorno in scena da cavalier servente sarebbe però, a questo punto, di fatto umiliante.

Anche se fare Lancillotto a “re Riccardo” Giubilei potrebbe intrigarlo neanche poco. Come si è detto la proposta Giubilei arriva dagli stessi ambienti della sinistra perugina. Non si torna indietro solo ai Ds, ma all’era pre-Stramaccioni, direttamente al Pds, quando, tra una contorsione e l’altra, comunque la spina dorsale del vecchio Pci aveva ancora la forza per condurre campagne di conquiste coloniali all’interno di un progetto di sinistra-centro dove era chiarissimo, alla fine, fatte tutte le concessioni del caso, chi comandava. Giubilei ha condotto una prestigiosa carriera fino a raggiungere i vertici della struttura che non è stata mai abbastanza rimpianta e che veniva chiamata – all’inizio dagli avversari, ma poi da tutti – Telekabul, una sorta di felice Eden nella Mesopotamia della Rai, dove informazione e politica si sono legate in un intreccio irrisolvibile per anni e anni.

Al bar Turreno, cuore pulsante della sinistra perugina dai tempi del Pci, raccontano versioni diverse su quel che è successo. Ma su un punto concordano: la candidatura a sindaco di Perugia di Giubilei è il primo importante successo che il candidato alla segreteria regionale, con possibilità di successo al momento limitate, Walter Verini, grande amico di Giubilei, può legittimamente vantare. Con Verini – raccontano sempre al bar Turreno – festeggiano il faraone di Sviluppumbria Agostini e il consigliere di Liberi e Uguali Solinas. Insieme agli storici amici della sinistra, primo fra tutti il fortissimo Gepi Innamorati.

Sempre stando alla ricostruzione del bar Turreno, la candidatura non ha trovato entusiasti, neanche un po’, alcuni vecchi grandi del passato del Pci, protagonisti della storia del partito e delle sue evoluzioni, insieme con quella della città, la quale hanno amato quasi come il Partito. Raccontano, per dirne una, che tra una citazione colta, coltissima, e un lucido excursus storico di cui è l’unico capace, l’ex sindaco Renato Locchi continui a dire che la candidatura ovvia sarebbe quella della ex senatrice Cardinali. Mentre altri protagonisti, in là con gli anni, magari ex assessori, si defilano da ogni conversazione e confidano solo agli intimi, per non essere accusati di frazionismo, che il giorno delle elezioni amministrative avranno sicuramente qualcos’altro da fare.

Ma al di là delle ricostruzioni, è facile immaginare che sia passata l’idea che a Perugia si debba ricominciare da una buona sinistra, allargata per quel che si può, come ai tempi del Pds. Così, nel mentre la candidatura dell’anchorman Giuliano Giubilei è già uno show, tra indiscrezioni, interviste, dichiarazioni di disponibilità, interventi in assemblee, Anime civiche o invece meno civiche e più di gruppo o di gruppetto, resta poco spazio per altre manovre.

Una che pare di fatto escluso dalla stanza dei bottoni – ma può essere solo un’impressione sbagliata – è l’ex segretario regionale e leader del Pd perugino, Leonelli. Si era parlato di un’asse per fare strada alla Casciari, candidata prediletta, pareva, della presidente della Regione, Marini. E il risultato dello sforzo? Non è escluso che Giubilei si sia anche rafforzato come candidatura ad escludendum (tutti ma non la Casciari), ma questo rientra nel novero delle possibilità non verificabili.

Dal resto del Pd non arrivano segnali, in attesa di movimenti romani. Ma Giubilei potrebbe aver dovuto uscire allo scoperto così presto proprio per prendere in contropiede e segnare il gol decisivo prima della risoluzione del quadro dei candidati alla segreteria nazionale. Se, per dirne ancora una, Minniti sciogliesse la riserva (fosse anche il 6 novembre), si compatterebbe uno schieramento anti-Zingaretti che potrebbe anche in Umbria cambiare gli equilibri, con storici avversari che andrebbero dalla stessa parte.

Ma se Giubilei, prima del Minniti day, riesce, tra un’assemblea di Anima civica e un passaggio magari in una sezione – almeno una – del Pd e un arguto comunicato stampa e una convincente apparizione Tv, a conquistare il popolo di sinistra-centro, la candidatura è lì a portata di mano. Candidatura che è sì zingarettiana, ma arrivata prima della contrapposizione ufficiale e quindi può essere venduta come una via umbra a una ipotetica unità del partito. Così anche i non pochi attuali antipatizzanti finirebbero col doversi arrendere alla raffinata macchina del consenso che, con successo, è stata messa in moto.

Dal centrodestra, il candidato sindaco uscente Romizi francamente non poteva chiedere collaborazione migliore. Gli vengono lasciati spazi di manovra ampi e un centro moderato tutto da gestire, comprese aree socialiste finora ostili. Neanche l’obiezione secondo la quale non sono più i tempi di cercare voti al centro, può scalfirlo: lui ha come alleato la Lega che occupa tutti gli spazi – destra, sinistra e centro – con la levità del caterpillar e la coerenza di un vegano cannibale. Il suo problema è semmai uno solo: la Lega porterà Romizi come un sol uomo, sulle picche e sulle spade, fin sulle scale di palazzo dei Priori? Dai nemici mi guardo io, ma dagli amici… ci pensi Pillon.