POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Comunali, alla Lega i candidati sindaci di Foligno e Orvieto. Alemanno più fuori che dentro. A Bastia il derby Lungarotti-Degli Esposti. In Provincia sfida Marcantonini-Bacchetta

di Marco Brunacci

UMBRIA – Grazie agli exploit della Lega che stanno creando un sommovimento elettorale in tutta Italia, ma che hanno sicuramente nell’Umbria un epicentro, il centrodestra ha ribaltato il ruolo per le amministrative di primavera e si presenta come front runner, per la prima volta nella regione rosso fuoco che si sta spegnendo appuntamento elettorale dopo appuntamento elettorale.

A primavera si vota a Perugia, a Foligno, a Orvieto, ma anche in città come Norcia, Gubbio, Castiglione o Bastia che saranno test di grande rilievo per le capacità di espansione del finora inedito centrodestra di governo in Umbria.

Il dossier Perugia resta il più importante ma è anche il meno complesso. Di fatto nessuno se la sente di impedire ad Andrea Romizi, sindaco amato e gran bravo ragazzo, di fare il bis anche se di Forza Italia. Romizi, per altro, di politica ha sempre scelto di parlare il minimo indispensabile e alla fine questo lo ha premiato, anche se con questo modo di proporsi ha lasciato via libera alla Lega per scendere e scorrazzare nelle praterie aperte dalla crisi del Pd.

Per il sindaco azzurro il pericolo può semmai venire da un eventuale trappolone messo in atto all’ombra delle urne dagli stessi alleati leghisti, qualcuno dei quali non è tra i fans del suo modo di governare, molto equilibrato, fin troppo dialogante. Ma il solo sospetto indigna i vertici leghisti che si impegnano a sostenerlo in cambio di un solo giuramento: niente Pd, o frazioni di Pd, tra gli alleati, né presenti né futuri, da qui all’eternità. Inoltre i verdi garantiscono agli azzurri che non prenderanno transfuga alcuno da Forza Italia.

A questo punto, il posto di candidato di tutto il centrodestra è di Romizi e la questione è soltanto quella delle liste a sostegno. Forza Italia ne vorrebbe 5 in tutto e non più di 5 (quelle di partito – Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega – quindi quella di Romizi sindaco e una cosiddetta laica anche con personaggi che arrivano dal mondo socialista, come annunciato da City journal qualche giorno fa). La sesta lista, che potrebbe allargarsi ad altri ambiti cittadini di frontiera tra gli schieramenti, invece, viene vista da Forza Italia, in crisi di consensi, come un’insidia, mentre la Lega potrebbe essere più possibilista, anche se al momento i verdi dell’Umbria puntano solo su un programma di governo a più spiccata trazione leghista. Trattative in corso, ma in un clima relativamente sereno.

Meno bene va a Foligno. La coordinatrice Fi Polidori vorrebbe – non è un segreto – Riccardo Meloni candidato, ma se si capiscono bene i segnali che arrivano dalla Lega, se lo può scordare fin da subito. Dato che in tanti danno Foligno per vinta, l’unica offerta generosa è quella di un posto da vicesindaco per il Meloni.

Ma la vera bomba innescata nel centrodestra è rappresentata da Norcia. Qui ci sta il pupillo della Polidori, il sindaco uscente Nico Alemanno, che doveva aver un ruolo addirittura nazionale di commissario per la ricostruzione in caso di vittoria Fi-Lega-Fdi. Ora, non è un mistero per nessuno che la stessa stima che hanno i vertici di Forza Italia per Alemanno non è condivisa dai big ma, soprattutto, dalla base della Lega. La ragion di Stato imporrebbe di confermare Alemanno, ma chi segue da osservatore le vicende interne al centrodestra non scommetterebbe un penny sulla candidatura del sindaco uscente. E già si immagina un percorso fatto di riunioni infuocate, stop and go, parole grosse, “e allora me ne vado”, ricorsi a Cesare Imperatore, e un finale senza Alemanno candidato del centrodestra unito (se poi però si spacca è un altro discorso). Vedere per credere.

Orvieto, visto dal centrodestra, è un altro banco di prova che non ti dico. Ci sono già in pista tre campioni dell’era Concina, il sindaco-manager che ha già governato (discretamente) la città per conto del centrodestra. Ma sia Sacripanti (ora Fdi), che la Tardani (Fi), ma anche Olimpieri (Lega) non sono tra i favoriti per la designazione finale che, ragionevolmente, toccherà alla Lega. Ma qui è chiaro a tutti che il successo dipenderà non dalle performance del centrodestra, o almeno non solo, piuttosto dalle possibili (anzi probabili) divisioni del centrosinistra. Il sindaco uscente Germani ha governato con una maggioranza che include ambienti centristi della città. Il segretario comunale del Pd vuol cambiare verso. Lite in corso, col centrodestra che attende fiducioso.

Stessa situazione a Castiglione del lago. Se ci sarà un centrosinistra unito non si passa, ma probabilmente dopo non sarà facile per loro governare. Le possibilità del centrodestra sono appese alle mosse di uno dei Duca protagonisti della vita cittadina. Se strappa col Pd, cambia lo scenario. Dall’altra parte tocca ovviamente a un candidato leghista il ruolo dello sfidante.

Terza situazione analoga: Gubbio. Se fanno un’alleanza sinistra-centro i numeri condannano il centrodestra, anche se la Lega si sta radicando sul territorio e cresce a vista d’occhio. Si attende di sapere cosa farà Smacchi, se sceglierà di andare all’intesa con Stirati, o deciderà di fare da solo.

A Bastia invece il derby è interno al centrodestra: il sindaco uscente di centrodestra Ansideri è per la Lungarotti e vede solo lei per la sua successione. La avversaria della Lungarotti, la Degli Esposti, al momento è appesa al parere della Lega, che non si è espressa. La sfida continua.

Doppio finale. Primo: toccherà a Lamberto Marcantonini sfidare per il centrodestra, strizzando l’occhio ai sindaci eletti come civici, il favorito Bacchetta (centrosinistra) per la presidenza della Provincia di Perugia. La scelta è caduta su Marcantonini quando Toniaccini si è di fatto tirato indietro, affermando di voler impegnarsi sulla sua città, Deruta, e negando (per tranquilizzare i partiti del centrodestra, Lega in testa) di voler fare una lista con Ricci, l’ex sfidante della Marini e attualmente in cerca di una dimensione che non trova.

Seconda nota. Dalla Toscana arriva un monito per tutti quelli che non hanno chiaro in mente che partito strutturato sia la Lega, a livello centrale ma ora anche sul territorio, con il siluramento dell’astro nascente (fino a ieri) senatore Vescovi, che dovrà lasciare alla Susanna Ceccardi il ruolo di segretario regionale.