Politici morosi in Comune, Pd Perugia al vetriolo contro l’assessore ai Lavori pubblici: «Aggredisce stampa e opposizione, si lamenta dello stipendio e offende i dipendenti»

di Gruppo consiliare Partito democratico Perugia
(riceviamo e pubblichiamo)

PERUGIA – Quando chi ha un minimo potere si sente in diritto di aggredire frontalmente la stampa e le minoranze si preparano tempi bui: è esattamente il ruolo sia dei giornalisti che delle opposizioni vigilare su chi ci governa, soprattutto quando infrange la legge. Abbiamo verificato chi, sia in Giunta che in Consiglio, non ha rispettato la legge non pagando le tasse comunali che imponevano al resto dei cittadini e che ha dichiarato il falso certificando di essere in regola avendo invece morosità anche di decine di migliaia di euro.

Ci stupisce che l’assessore Calabrese, invece di chiedere scusa ai perugini per non aver pagato le tasse per anni e per migliaia di euro mentre autocertificava di essere in regola, si permetta addirittura di attaccare chi sarebbe colpevole soltanto di aver controllato e, di conseguenza, scoperto che non stava rispettando la legge (art. 63 del testo unico degli enti locali che prevede che l’incompatibile e art. 68 che comporta la decadenza).

Quando il Sindaco Romizi ha nominato assessore Calabrese non poteva farlo: era incompatibile con la carica proprio per le tasse non corrisposte al Comune stesso, che nel corso del mandato sono aumentate passando da circa mille a più di duemila euro.

La situazione diventa ancora più grave se si va a cercare la “delibera prima” richiamata anche nell’atto di nomina in cui «si dà atto che la Giunta comunale provvederà, nella sua prima riunione e con atto formale, alla verifica dei requisiti di candidabilità, eleggibilità e compatibilità dei propri componenti». Che però non esiste e queste verifiche, fino a che non sono state effettuate da noi, non hanno mai avuto luogo.

Una grave omissione di atti d’ufficio che ci porta a chiederci quali conseguenze può avere? E il sindaco Romizi, al contrario di tutti gli altri Sindaci, non ha mai portato l’atto perché al corrente delle incompatibilità, magari di più assessori oltre Calabrese? Verificheremo anche questo e non ci faremo intimidire dagli attacchi violenti e scomposti dell’assessore.

Nella foga l’assessore ha ritenuto anche di rendere pubblica una sua conversazione tra amici in cui, nell’ordine, riesce prima a lamentarsi dello stipendio che percepisce pari a 3.279 euro lordi cioè più di 2.100 euro netti (più di quello che percepisce un insegnate, un medico di continuità assistenziale, un poliziotto e un qualunque dipendente del Comune che amministra), dopo a dare della «gente di merda» che è costretto a vedere tutti i giorni ai lavoratori del Comune di Perugia o ai perugini stessi che ci risultano essere gli unici che potrebbe essere costretto a vedere tutti i giorni.

Per concludere con un «li massacro» rivolto evidentemente ai giornalisti e ai consiglieri d’opposizione. È evidente che, se non bastassero le tasse non pagate e la falsa dichiarazione, la reazione conseguente all’esser stato smascherato, le gravi parole e il comportamento violento dell’assessore Calabrese non sono compatibili con la carica che ricopre. Con quale faccia potrebbe mai continuare a svolgere il suo incarico istituzionale? O dà le dimissioni subito o il sindaco deve ritirargli le deleghe.