POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Da Oliviero a Elisei fino a Stanghellini e Santambrogio per provare a fermare il declino dell’Ateneo e dell’Umbria

di Marco Brunacci

PERUGIA – I magnifici sei, anche se, secondo omonimo film, sarebbero sette. Tra i candidati al rettorato sta infatti per annunciare il ritiro il sempreverde ingegner Cotana. Quindi, eccoci qua: la corsa a rettore si annuncia quanto di meno noioso in quel grande sbadiglio che è l’Umbria della politica e dell’economia di oggi.
Per fare ordine: l’Università è già tutta mobilitata per voltare pagina rispetto all’era Moriconi, che dopo essere stata apprezzata, quindi abbandonata fino ad essere negletta, nel finale scopre un suo fascino, quello dei vecchi frigoriferi, design superato, odore di ammoniaca ma alla fine il ricordo della casa della nonna e dei sapori antichi e così tanto umbri.
Al via per la corsa per diventare rettore si presentano Oliviero di Giurisprudenza, idee guida: ringiovanire e sprovincializzare l’Università di Perugia, dargli una mission alta il più impossibile internazionale, come si conviene ai templi del sapere di oggi giorno, ed Elisei delle Scienze, grande rapporto con Comunione e liberazione, una Agenda digitale più corposa di quella di Di Maio e Casaleggio, ma soprattutto una fitta trama di rapporti interpersonali. I due sono gli sfidanti per la categoria dei pesi massimi. Ma in questo pugilato può succedere di tutto. Per esempio Francesco Tei di Agraria avrebbe zero probabilità, visto che un leader di Agraria al posto di uno di Veterinaria non sta né in cielo né in terra. E poi sarebbe il candidato più vicino a moriconismo, che di pasticci ne ha combinati, soprattutto a Medicina. Il fatto è che l’usato sicuro ha un fascino. Tei garantisce continuità, peruginità, serenità. Mica poco, ahinoi, in questo contesto di sbandamento planetario.
Che dire del candidato numero 4, Figorilli, ancora da Giurisprudenza. Faceva il prorettore, ha condiviso del scelte di Moriconi fino all’ultimo periodo quando si è cominciato a dire che era in freddo col rettore. Solo freddo? Uscivano pinguini dallo studio dove i due si vedevano. Però questo non può essere considerato sufficiente per garantire a Figorilli i voti degli avversari dei rettore uscente, mentre i moriconiani, pochi o tanti che siano, continuano a segnarlo a vista col pollice verso.
Candidato numero cinque: il solitario Santambrogio. Il nome annuncia un candidato ultracattolico e così è. Orientato a sinistra e non a destra, ma che ha tutto del cavaliere idealista e solitario, tranne il fedele Sancho Panza. I voti al momento? Sulle dita di due mani o poco più. In attesa del miracolo della moltiplicazioni della dita.
La candidata numero sei, professoressa Stanghellini da Economia, sarebbe stata una competitor di livello se Moriconi non si fosse ridotto come si è ridotto. Il rettore uscente a un certo punto aveva deciso – si ricorderà – di tirare fuori dal cilindro una candidata rettrice donna, ancora una rarità nel panorama degli atenei. Quando hanno iniziato a circolare i primi nomi il fascino della candidatura in rosa è irrimediabilmente tramontato. Ora la Stanghellini può contare soltanto su un incerto appoggio di Moriconi che forse finirà invece tutto a Tei o forse a nessuno. E comunque vale per quel vale. Poco. “Da Moriconi a Morichini”, dicono i nemici, vero o falso che sia. Per un rettore donna l’Università di Perugia probabilmente dovrà ancora attendere, tenendo presente che l’esperienza della rettrice Giannini alla Gallenga è – diciamo così – tutt’ora al giudizio del Var.