Venerdì 7 settembre potrebbe essere stravolto l’attuale torneo partito a 19 squadre. Il patron del Grifo: «I campionati non si vincono con la burocrazia»

PERUGIA – Diretto e senza tanti giri di parole. Come al solito. Pronto a difendere fino in fondo la scelta condivisa con gli altri 18 presidenti di serie B e che ha creato una guerra di ricorsi alla giustizia sportiva: la serie cadetta a 19 squadre, senza ripescaggi e riammissioni. Massimiliano Santopadre, patron del Grifo, a poche dal verdetto del collegio di garanzia del Coni (previsto per il pomeriggio di venerdì 7 settembre) che potrebbe cambiare nuovamente le carte in tavola torna a ribadire come una serie B con meno squadre sia essenziale per far sopravvivere il sistema.

«Sento parlare tanto e sempre per il proprio tornaconto personale, che è quello di raggiungere obiettivi non attraverso il campo ma con altri mezzi, poco lusinghieri, in quanto visti come opportunità da cogliere – dice il presidente attraverso il sito ufficiale del Perugia -. Il messaggio che deve passare invece è che la riforma andava fatta altrimenti sarebbe stata la fine di altre società. Inoltre sono convinto che il prossimo anno chi conquisterà la serie B sul campo sarà completamente dalla parte di chi oggi sta contestando. Spero che il 7 settembre sia una giornata in cui sarà confermata la volontà di avere una serie B compatta ed unanime, formata da uomini coraggiosi e volenterosi di aiutare il sistema come lo sono stati gli uomini preposti a decidere in Coni e Figc».

«Vorrei inoltre precisare che non è assolutamente vero che la Serie B non pesa sulla Serie C – continua Santopadre -. Personalmente come A.C. Perugia Calcio ho investito più di 2 milioni nella categoria, acquisendo giovani di prospettiva e dando importante liquidità a tanti club. Il mio obiettivo è sempre quello di fare il bene del sistema calcio italiano e non di vincere i campionati con la burocrazia. Spero che il collegio di garanzia e il presidente Fratini sappiano che la riforma della serie B era assolutamente necessaria. Concludo dicendo una cosa: il calcio in tutto il mondo è conquistare i propri obiettivi sul campo…non il contrario! Conosco solo un tipo di calcio, quello fatto di sudore, orgoglio, passione, gol e parate. Non conosco nessun altro modo per vincere i campionati».