POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Il presidente Carit chiamato come professore straordinario all’ospedale di Terni fa discutere. E ci sarebbero 5-6 chirurghi pronti a cambiare Dipartimento. Le possibili conseguenze a cascata

di Marco Brunacci

PERUGIA – La notizia era riportata sul “Sarà vero che…” di Cityjournal, con un po’ di sorpresa. Perché effettivamente l’incarico dato all’ospedale di Terni al dottor Luigi Carlini, medico ma anche presidente della Cassa di risparmio di Terni, in qualità di professore straordinario, in una riunione del Dipartimento di chirurgia dell’Università, convocata con un’integrazione fatta al volo dell’ordine del giorno, e che si è conclusa in tempi record rispetto a quelli consueti della burocrazia accademica, sembrava davvero una cosa fuori dall’ordinario.

Ora si capisce che la sorpresa non era immotivata: l’assessorato alla sanità della Regione avrebbe chiesto in queste ore spiegazioni al manager dell’Azienda ospedale di Terni, Dal Maso, e nel frattempo avrebbe chiesto di congelare le procedure in corso. Un chiarimento pare necessario, tenendo presente che l’incarico per un professore straordinario, convenzionato con l’ospedale a gran velocità, deve trovare fondamento in una situazione di necessità che può essere in qualche modo sbrigata solo dalla persona chiamata. Altrimenti le procedure devono essere meno repentine, più partecipate e garantire maggiore trasparenza per tutti, per esempio per i molti giovani chirurghi che ambiscono a riconoscimenti della loro professionalità.

Non solo l’assessorato alla sanità di Barberini pare voglia approfondire il caso Carlini. Sempre in questo ore, infatti, si parla di una iniziativa in ambito universitario, che avrebbe del clamoroso, qualora venisse confermata: sarebbero 5 o forse anche 6 i chirurghi che intenderebbero togliersi dal Dipartimento chirurgico per andare in quello della Medicina sperimentale. E la loro decisione avrebbe a che fare – dicono le voci – con l’ultima chiamata, a tutta velocità, del professore straordinario a Terni.
Come si vede, Regione, Azienda ospedale e Università si giocano sulla chiamata di Carlini una partita di rilievo. C’è anche chi sarebbe andato a scavare sulla genesi di questa decisione e c’è addirittura chi si sarebbe convinto di aver individuato nell’orientamento, in particolare, di un chirurgo dell’Università l’inizio di tutto. Addirittura qualcuno si spinge a ipotizzare una serie di conseguenze a cascata sugli equilibri interni alle chirurgie, fino ad arrivare alla Gastroenterologia. Ma questi sono soltanto “se, ma e forse” e ipotetici retroscena. Quel che conta invece è fare un po’ di chiarezza, nell’interesse, prima di tutto, dei protagonisti della vicenda, e magari anche dei giovani chirurghi di cui sopra si diceva.